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Chi siamo

Il falco è il nostro simbolo in quanto sintesi del nostro sentire: è un solitario, come solo chi è consapevole e forte di spirito sa essere, vola alto per avere una visione quanto più ampia possibile senza tralasciare i dettagli che spesso caratterizzano l'insieme ed è cacciatore: nel nostro caso della Verità, quella scomoda.

Noi lo abbiamo eletto anche difensore delle tre elle che ci ispirano: liberalismo, liberismo, libertarismo. Essere Liberi vuole connotarsi come un sito maieutico, cioè capace di tirar fuori il liberale inconsapevole che alberga in ognuno di noi. Tutti sappiamo quali e quante sono le difficoltà di avere un governo autenticamente liberale e come questo concetto sia stato piegato e vituperato persino dai postcomunisti, residuati che ancora galleggiano nel guado post Bolognina e in crisi d'identità e culturale in quanto sconfitti dalla Storia.

Il liberalismo non è per nulla facile, è sofferenza, è sanguesudorelacrime, è l'insostenibile leggerezza dell'essere in mezzo alle contraddizioni della politica, la quale ha ricominciato a palpitare, quando già tutti avevamo intonato per essa un canto funebre assai accattivante. C'è un tesoro da tirar fuori dal letame in cui ci ha cacciati l'antipolitica dei nichilisti del piccolo cabotaggio, tutti economia rampante e affari sporchi fatti con i guanti. In Italia, ma non solo, i liberali hanno rischiato di farsi fregare dalla morte delle ideologie, con la scusa che il liberalismo è tutto fuorché ideologia. E adesso che dobbiamo fare i conti con i fermenti nati dal kappaò degli "ismi" novecenteschi, gli sparuti liberali con il pedigree, con la puzza al naso e le pezze al culo, si trovano ad arrancare nel gruppone come gregari sfiancati dagli attaccanti di giornata, i cattolici revenants, i leghisti rigurgitati dalle piccole patrie, i sopravvissuti al ghetto curati con le acque termali, i socialisti orgogliosi, gli aziendali allevati al CEPU della politica.

Nel nostro piccolo, siamo così presuntuosi da non negarci a nessuno di costoro, proprio perché riteniamo che essere usciti a testa alta dagli anni '90 sia un merito di tutti. In EssereLiberi ospiteremo chi non ha mai creduto alla favoletta del pensiero unico, per ribaltare il pregiudizio della sinistra di essere la sola a possedere una verità variegata, che assume spesso il colore plumbeo della bugia uniforme.

I nostri temi forti saranno la giustizia e la cultura, in modo da sbattere sulla faccia a quella stessa sinistra la monolitica certezza di incarnare le due madame con la bilancia e con il libro. Da noi troveranno cittadinanza anche quei tipetti, magari da pigliare con le molle, ma senza dubbio stimolanti, che sono i parenti scavezzacolli dei liberali più posati, ovvero i libertari, per i quali spesso, e non sempre a torto, '"democrazia" è una parolaccia: i puristi del liberalismo ci perdonino fin da ora se ci dovesse scappare qualche avvertenza per l'uso della medesima.

Una speranza che coltiviamo è quella di non rimanere confinati nell'orticello nazionale. Le modalità del sito saranno quelle di un work in progress, o, se preferite, di un canovaccio aperto, affinché nessuna voce si perda nel vento. Se ci siete, battete un colpo, tanto non vi è pericolo che vi si scambi per boiardi in vena di brividi da seduta spiritica. Quella è gente che non alligna dalle nostre parti.