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KGB
 
Inserito il 16-10-2004
KGB - 05 * E l'Armando scoprì le piante dei dollari
Giancarlo Lehner


La strada dell’oro di Mosca, nel 1986, sembra chiudersi per Cossutta, il quale, a sorpresa, con abilità riuscirà a ritrovarne la via, tant’è che l’anno dopo, nel 1987, gli arriveranno, come prima, più di prima, altri dollari .

Fatto è che Gorbacev, nuovo segretario generale, non vorrebbe dar fastidio ai dirigenti del Pci; anzi, il suo modo nuovo di presentarsi - un look studiato e messo a punto dal Kgb - fa gioco alle Botteghe Oscure che, infatti, si aggrappano disperatamente all’ultima menzogna, cioè la riformabilità del realsocialismo.
E non c’è solo il Pci, visto che la Dc di De Mita e di Prodi (boiardo di Stato e poi con un piede a Mosca con la sua Nomisma) si mostra cotta di Gorby.

Cossutta viene avvicinato da dirigenti sovietici, che gli dicono:

“[…] Da parte nostra, oggi come in passato, apprezziamo moltissimo la sua azione tesa a preservare le posizioni internazionaliste del Pci, così come le sue prese di posizione a favore dell’amicizia e della collaborazione con l’Unione sovietica, tuttavia […] nei rapporti col Pci noi saremo fermi ai principi fissati dal XXVII congresso del Pcus e non interferiremo negli affari interni dei comunisti italiani”.

La dolce premessa serve a far inghiottire il cambiamento della forma di finanziamento: non più soldi in mano direttamente dal Pcus, ma dai rimbalzi tangentisti, attraverso l’import-export.

Così Anatolij Dobrynin racconta, aprile 1986, la cosa a Gorbacev:

Com’è noto, il membro della direzione del Pci Armando Cossutta, che all’interno del partito ha assunto posizioni marxiste-leniniste e internazionaliste, pubblica con il nostro aiuto il quindicinale ‘Orizzonti’. La rivista ha a Mosca un suo ufficio di rappresentanza e un corrispondente e pubblica con regolarità articoli sull’Unione sovietica ed altri paesi socialisti. Questi articoli sono a nostro favore e appoggiano la politica estera e interna del Pcus… E’ stato spiegato a Cossutta che è necessario cercare fonti indirette per ottenere i mezzi finanziari necessari (ad esempio, provvigioni da parte di ditte italiane e straniere che hanno rapporti commerciali con l’Urss e che si fanno aiutare da Armando Cossutta per le loro transazioni)…”.

Diavolo d’un Armando!

Ed ecco come Dobrynin riferisce la luciferina reazione di Cossutta:
chiede che gli venga comunque prestato, entro la fine di aprile, un aiuto straordinario pari a 300 mila dollari … Se l’aiuto non pervenisse in tempo - ha detto Cossutta -, la rivista sarebbe costretta a chiudere già il mese prossimo. In tal caso, la mancata copertura del debito e l’impossibilità di pagare ai collaboratori della rivista la liquidazione, comporterebbero inevitabilmente un procedimento giudiziario ( e l’inevitabile rivelazione del nostro finanziamento segreto alla rivista) e di conseguenza un grosso scandalo politico. In queste condizioni riterremmo opportuno, a titolo eccezionale, prestare un aiuto economico una tantum al gruppo di Armando Cossutta per l’importo richiesto”.

Solo i sovietici, certo, potevano abboccare e credere possibile che la giustizia italiana avrebbe fatto venir fuori lo scandalo dei finanziamenti dall’Urss, fatto è che la cosa fa effetto sul Cremlino, che alla fine stanzia i 300 mila dollari.

Con una consimile minaccia (“potrebbero essere fatte rivelazioni scandalose nei confronti di enti e persone”) - stando sempre ai documenti firmati Dobrynin - Cossutta convincerà Gorbacev a versargli, nel gennaio 1987, altri 633 mila (per “Paese Sera”).
Di tale assistenza finanziaria esiste anche la ricevuta (“ricevo la somma di $ 633,765,85…), firmata dal cossuttiano Sacchi, il 19 gennaio 1987.

La fibra aurea dei cereali

Comunque, Cossutta non lascia cadere il consiglio di darsi da fare per ottenere benefici finanziari da ditte italiane e straniere.

A provarlo, c’è questa lettera, 9 giugno 1986, di Vadim Zagladin al ministro sovietico del commercio estero, B.I. Aristov:

Si è rivolto al CC del Pcus il compagno Armando Cossutta membro del CC del Pci con la richiesta di esaminare la possibilità di concludere un affare con la società argentina Sesajen S.A. (Buenos Aires, Avenida del Trabajo 4701/25) per la fornitura all’Unione sovietica di granturco, sorgo e soia.

Preghiamo di esaminare attentamente questa offerta e deciderne la convenienza. Qualora fosse impossibile acquistare tali prodotti cerealicoli nel corso dell’anno, preghiamo di tener presente l’offerta per l’anno prossimo.

Nota: la società Sesajen è in grado di fornire fino a 5 milioni di tonnellate di granturco, fino a 2 milioni di tonnellate di sorgo e fino a 0,5 milioni di tonnellate di soja ai seguenti prezzi FOB (in dollari USA) con la spedizione da un porto argentino in quantitativi fino a 25 mila tonnellate: granturco 94, sorgo 85, soia 206…
”.

Sarebbe interessante - se ne potrebbe occupare la Commissione “Mitrokhin” - fare una rapida ricerca su tale società, la Sesajen S.A., visto che l’amico Valerio Riva appurò che a quell’indirizzo, Avenida del Trabajo 4701/25, esisteva solo una merceria.
Sbaglio di Zagladin, di Riva o che altro?

Da vero leninista, insomma, Cossutta non perde mai di vista il costo della politica, avendo in mente, peraltro, non il piccolo cabotaggio dentro una corrente ultraminoritaria, ma la creazione di un nuovo partito comunista dominato dalle “forze sane”.

Alla fine, ne partorirà due di partiti: Rifondazione comunista, poi il Pdci.

Concorrenza, anima del commercio

La stagione di Gorbacev, tuttavia, dà a Cossutta qualche preoccupazione, perché il Pci, tutto preso dalla chimera della perestrojka, ricomincia a riproclamarsi filosovietico, la qualcosa significa che è pronto a richiedere dollari al Pcus.
Insomma, la concorrenza del Pci ufficiale rischia di prosciugare le fonti della frazione di Armando.
Infatti, almeno quelle dirette si prosciugano.

Nei primi anni Ottanta, un complicato gioco delle parti impose che Berlinguer interpretasse la parte del leader in disaccordo con l’Urss, mentre alcuni dei suoi collaboratori, da Tatò a Rodano, continuavano tranquillamente a pretendere “assistenza finanziaria”.
Ora, si ritorna semplicemente ai vecchi tempi.

C’è un documento del 17 gennaio 1989 che attesta la ripresa di un rapporto finanziario diretto tra Cremlino e Botteghe Oscure:

Segretissimo/Dossier speciale/V.110-43
Estratto del verbale 220, seduta Politbjurò del CC, 17 gennaio 1989
- Oggetto: Aiuti finanziari supplementari per il partito italiano
1. Soddisfare la richiesta della direzione del partito comunista italiano che ha chiesto un aiuto finanziario supplementare di 700.000 dollari per l’anno 1989 destinati a ripianare i debiti delle società commerciali controllate dal partito.
2, Incaricare del trasferimento del denaro il comitato per la sicurezza dello stato (compagno Krjuchkov)
”.

Gli amministratori dell’istituendo Pds, incoraggiati da questi 700 mila dollari (supplementari, per giunta) prendono immediatamente contatto con Nikolaj Kruchina, amministratore del Pcus.
Gorbaciov, tuttavia, non ha più un rublo da dare a nessuno e si conta, ormai, sul cretino collettivo (l’Occidente), che già parla di piano Marshall per sostenere l’Urss ed impedire che il comunismo tiri le cuoia.
Il Pcus, tuttavia, è morente, ma non stupido: non ha dubbi, o la va o la spacca e tenta il golpe il 19 agosto 1991.
E prima del colpo di Stato, per sicurezza, fa sparire il tesoro del partito, una cifra pazzesca intorno al miliardo di dollari.

Se in Polonia o in Russia la gente ha patito per anni ore di fila per poter acquistare un chilo di ossa, ciò non dipendeva solo dal sistema economico, ma anche e soprattutto da un ladrocinio mai visto al mondo.
Nessuno del Pci e neanche Cossutta si sono mai chiesti di che lagrime e sangue dei popoli dell’Est fossero impastati quei dollari.

C’è, dunque, la ripresa di rapporti economici, ma all’appuntamento programmato per l’agosto del 1991 con esponenti del Pds, Kruchina non può presentarsi.

Il 26 agosto 1991, a golpe fallito, si getta o viene gettato giù dal sesto piano. Poco dopo, identica sorte toccherà al precedente amministratore, Georgij Pavlov.

Ma questa è un’altra storia, quella del tesoro del Pcus in libera uscita verso l’Occidente e verso l’Italia.


Da Libero del 15 Ottobre 2004