Il falco è il nostro simbolo in quanto sintesi del nostro sentire
Home page Chi siamo gli Amici Contattaci
 
User
Password
» Iscriviti
» Ricorda Password
 
Dossier
Ambiente e Scienza
Amici di penna
Attualità
Biblioteca
Economia e Finanza
Europa
Fuoco amico
Giustizia
Guzzanti's Corner
La Chiesa e l'Islam
La mia Africa
Le spine di Opunzia
Nel Mondo
Scuola e Università
Società e cultura
Terza Pagina
DE GASPERI SCONOSCIUTO
 
Inserito il 2-5-2005
Scritto numero tre: la scuola di Vienna


"Lueger insegna: l'antisemitismo non viola il cattolicesimo"

Ripensando alle ore di angoscia che Vienna ha di nuovo vissuto (...) scopriamo che esse non sono così remote (...). Verso il 1890 compar­vero (...) Lueger, Schoenerer, Vergani, Pat­tai, Schneider, Psenner, Liechtenstein, i quali strinsero un patto di alleanza per combattere il liberalismo economico-politico e l'ebraismo.

Gli alleati si chia­marono i "Cristiani Uniti" (Vereinigte Christen) e i nemici comuni venivano designati (...) Judaeoliberalen. Le varie correnti non si fusero (...). Schoenerer, il pantedesco, al suo radicale antisemiti­smo aggiunse l'odio contro Roma (...). Carlo Lueger invece, il principe Luigi Liechtenstein e lo Psenner temperaro­no (...) il loro antisemitismo colla dot­trina cristiana [sotto] la bandiera cri­stiano-sociale, considerarono l'antise­mitismo solo come una politica neces­saria di difesa economica (...), mentre l'opera di ricostruzione positiva (...) doveva essere la riforma sociale cristia­na (...).

Su questa linea a poco a poco vennero portati anche gli altri come il Vergai, (...) protestante [che] pubblica­va il primo quotidiano popolare antisemita (...). il cristianesimo ammansiva codesti feroci antisemiti (...).

Ma quest' ideale cristiano era forse localizzato a Vienna (...)? Tutt'altro! (...) Quest'ideale alimentava la sua fiamma anche in altri paesi. (...) Le correnti cat­tolico - sociali di Parigi e Roma si scambiarono forza e direttive: nacque l'Unione di Friburgo, i cui lavori ebbero la loro più ambita sanzione nella Rerum Novarum. Ecco come il movimento cristiano-sociale austria­co, alimentato alle origini dalla reazione antisemita, puntò verso la meta d'una nuova palingenesi sociale. Roma, la cattolicità, l'aveva salvato e universalizzato.

Gli altri si sprofondarono invece (...) nella carraia opposta. (...) Le forze universitarie austriache trovarono il loro maestro dottrinario in Houston Steward Charnberlain (...). Il movimento Los von Rom e Los von Jerusalem aveva trovato la sua dottrina che lo ricon­giungeva da una parte al luteranesimo, dall' altra al paganesimo razzista (...). La guerra [1914-18, ndr.] accelerò (...) l'evoluzione, ma non la mutò.

A Vienna raccolse le prime impres­sioni anche il giovane Hitler (...). Ac­canto a lui altri (...) riprenderanno in esame la parola d'ordine dello Schoenerer e di Houston Charnberlain e troveranno nella coppia Ludendorff alleati formidabili (...) contro il cosmopolitismo semita e l'universalismo cattolico, accusati di (...) imbastar­dire la forza primigenia della pura razza germanica. Los von Rom, dunque e Los von Juda.

Bisogna sal­vare da questi 2 pericoli quella che nell'ultimo discorso il Fùhrer chiamava "Blutsubstanz" (sostanza del sangue) del popolo tedesco (...). [Quella] che si difende a Vienna è una frontiera di idee (...).

Voi che scendete in campo per il trionfo della razza avete per arena l'Europa (...). Anche a Vienna si segue sem­pre il filone, messo in luce 50 anni fa. Il partito cristiano-sociale è scomparso (...), m al'idea vive e s'incarna (...): au­torità temperata da libertà, controllo statale temperato da autonomia corporativa, nazionalismo equilibrato dal­l'universalismo cattolico, gioventù educata a una missione storica (...).
Non è un caso che (...) i primi ad ac­correre (...) fosserogli operai cristiano-sociali organizzati dal vecchio Kunschak (...), prototipo di quella massa operaia cristiano-sociale che (...) con­tinua a sperare (...) la risurrezione so­ciale.

«Non siete sorpresi anche voi - con­cludeva (...) Mons. Bruno de Solages - della stupefacente allegrezza che dopo la guerra s'è impadronita della vecchia Chiesa del nostro paese? (...). Essa com­prende (...) forse come non mai nel tempo passato (...) che il maggior servi­zio che essa possa rendere al cattolicesimo, e per riflesso alla politica, è di rimanere (...) quanto più possibile al di fuori del temporale per poterlo meglio ani­mare (...)».

(Illustrazione Vaticana, 1-15 marzo 1938)


Da Libero del 28 aprile 2005