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Inserito il 23-11-2003  
Insegnanti guastalutto
di Sandra Giovanna Giacomazzi


Lettera aperta al Ministro Moratti:

Martedì scorso nel cortile della scuola pubblica dove io insegno sono stati commemorati i soldati italiani che hanno perso la vita in Iraq. Una cerimonia breve, dignitosa e commovente in presenza di alcuni carabinieri locali: l'inno nazionale a suon di tromba, i nomi dei soldati caduti pronunciati dai bambini della scuola elementare, e qualche minuto di silenzio.

Immagino che la stessa scena si sarà ripetuto nelle scuole di tante città in tutto il Paese. Anche se per un giorno solo, si auspicava che almeno nel lutto ci saremmo sentiti tutti italiani.

Ma immagino pure che, come nella mia scuola, anche nelle altre, saranno successi degli episodi di guastalutto, come quelli raccontatimi da alcuni genitori confrontatisi con lo sgomento dei propri figli di cui porto qui solo due esempi:

Tornando in classe dal cortile, con dei buoni pur se tristi sentimenti nel cuore, i bambini di una classe della scuola elementare si sono sentiti dire dalla propria maestra: "Se fosse per me, io non vi avrei mai portati in cortile. Sono stata costretta a farlo dal preside."

Nel liceo, invece, il giorno dopo, commosso dalle cose alla quali aveva assistito, uno studente con una bandiera tricolore ha chiesto ai suoi compagni di classe, "Che ne dite, appendiamola qui nella nostra classe?" Mi dicono che la risposta è stata un "sì", unisono. In quel momento è entrata l'insegnante di storia, che ha schiacciato il loro progetto con il commento, "Piuttosto appendete la bandiera di Che Guevara!"

Che ne dice, Signora Ministro, ci pensa Lei a prendere dei provvedimenti riguardo ai suoi dipendenti? O è meglio che ci pensi Pisanu a procurare loro un biglietto di solo andata per Cuba, dove si troveranno senz'altro meglio?