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Inserito il 26-11-2003  
Disposti a uccidere
di Anna Bono


A Baghdad, Irak, lo scorso 27 ottobre, un attentato terrorista ha colpito per l'ennesima volta la sede centrale della Croce Rossa Internazionale, provocando danni e 12 vittime. In seguito a ciò, l'8 novembre l'organismo ha deciso di chiudere temporaneamente due dei tre centri operanti nel paese, quelli di Baghdad e Bassora, per non esporre a ulteriori rischi i propri dipendenti, in tutto 30 stranieri e 600 locali. Da allora resta in funzione solo la sede di Arbil, nel nord dell'Irak: una decisione dolorosa - è stata definita - ma necessaria per tutelare l'integrità del personale.

Il 17 novembre Bettina Goislard, una giovane donna di nazionalità francese funzionaria dell'Acnur (l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati) impiegata a Ghazni, nell'Afganistan sudorientale, è stata assassinata mentre in pieno giorno percorreva in automobile il centro commerciale della città.

A tenderle l'agguato sono stati due sicari talebani in motocicletta, armati di kalashnikov. Salgono così a cinque i dipendenti dell'Acnur uccisi dall'inizio del decennio: oltre a Bettina Goislard, altri tre in Indonesia, uno in Guinea.

Da quando l'Acnur è rientrata in Afganistan, dopo la caduta del regime dei talebani, ha provveduto al rimpatrio dall'Iran e dal Pakistan di 2,5 milioni di rifugiati e ha assistito il ritorno a casa di circa 500.000 afgani sfollati. Dopo l'attentato, l'agenzia ONU ha sospeso le attività nella provincia di Ghazni e ha annunciato una riorganizzazione delle proprie attività in tutto il paese: "saremo al fianco degli afgani che collaborano con noi per costruire la pace - ha dichiarato Filippo Grandi, rappresentante dell'Acnur in Afganistan - allo stesso tempo non possiamo permettere che il nostro staff venga lasciato alla mercé di coloro che ci attaccano" (Misna, 17 novembre 2003).

Sempre nel Somaliland, a Sheikh, 50 chilometri a sud di Berbera, nella notte tra il 20 e il 21 ottobre sono stati assassinati a casa loro due operatori umanitari britannici dell'organizzazione non governativa Sos Kinderdorf International. Enid e Richard Eyeington erano responsabili di una scuola. Le autorità del piccolo paese proclamatosi indipendente nel 1991 ammettono di non essere in grado di garantire la sicurezza dei cooperanti più di quanto già non facciano. Due giorni dopo il duplice omicidio, il presidente del Somaliland, Dahir Kahin Rayale, si è dichiarato convinto che dei "destabilizzatori esterni" siano i responsabili dei crimini e ha ordinato a tutti gli stranieri senza regolare permesso di lasciare il paese entro 45 giorni.

Insieme all'attentato suicida di Nassiryah, che il 12 novembre ha colpito gli italiani impegnati in Irak, questo susseguirsi di omicidi dimostra quanto sia pericoloso portare oltre i confini dell'Occidente le prove concrete che esistono alternative praticabili alla povertà, alla sottomissione, all'inerzia intellettuale e morale nelle quali si mortificano moltitudini di umane coscienze.


Dal sito www.ragionpolitica.it