Il falco è il nostro simbolo in quanto sintesi del nostro sentire
Home page Chi siamo gli Amici Contattaci
 
User
Password
» Iscriviti
» Ricorda Password
 
Dossier
Ambiente e Scienza
Amici di penna
Attualità
Biblioteca
Economia e Finanza
Europa
Fuoco amico
Giustizia
Guzzanti's Corner
La Chiesa e l'Islam
La mia Africa
Le spine di Opunzia
Nel Mondo
Scuola e Università
Società e cultura
Terza Pagina
Nel Mondo
Commenta l'articolo
Inserito il 10-12-2003  
Anche questo è scritto nella storia d'Italia
di Yehoshua Porat


Mussolini salvò la vita a migliaia di ebrei

Questo articolo è uscito il 30 novembre scorso sul più diffuso quotidiano israeliano "Yediot Aharonot" a proposito della visita di Gianfranco Fini a Gerusalemme.

L'articolo, a firma dello storico Yehoshua Porat e intitolato "Anche questo è scritto nella storia d'Italia", ripercorre la storia delle leggi razziali in Italia sottolineando come sotto il regime fascista gli ebrei soffrirono una persecuzione assai blanda e spesso furono al contrario difesi e aiutati. Quindi "Fini fa rabbia ai nemici di Israele", si legge nel sommario dell'articolo "soprattutto per via delle sue posizioni nel presente" più che per il suo passato.


***********

Anche questo è scritto nella storia d'Italia - Di Yehoshua Porat

La vìsita in Israele di Gianfranco Fini, vice Presidente del Consiglio italiano, ha suscitato polemiche e sensazioni scomode in certi circuiti poiché, in passato, Fini adorava -Mussolini. Tossi Sarid, ad esempio, scriveva su Haaretz del 24 novembre 2003 che chi invita Fini a visitare Israele non ha il diritto, almeno dal punto di vista morale, di combattere l'antisemitismo che dilaga oggi nel mondo arabo e nell'Europa occidentale. Tuttavia questa posizione ignora la verità storica.

Nei primi sedici anni del regime fascista in Italia (1922-1938) gli ebrei italiani godevano di piena parità di diritti. Il cambiamento è avvenuto più tardi, in seguito all'annessione dell'Austria, che ha suscitato nell'animo di Mussolini la paura di Hitler. Appena allora Mussolini ha provveduto ad una legislazione anti-ebraica, la cui applicazione, comunque, è avvenuta senza entusiasmo e soltanto in maniera parziale. E' molto importante il fatto che il regime fascista italiano abbia salvato migliaia di ebrei in due regioni conquistate dal suo esercito, nell'ambito dell'alleanza con la Germania nazista: il sud-est della Francia e la Croazia jugoslava.

Nella prima zona di occupazione, gli italiani si sono astenuti dal compiere qualsiasi passo anti-ebraico, e hanno anche impedito all' Amministrazione civile francese in questa regione di applicare le leggi anti-ebraiche del governo Petain. Di conseguenza quella regione divenne una terra d' asilo richiestissima, quasi un paradiso, per gli ebrei francesi. Molti di loro affluirono in quella zona fino all'estate del 1943, quando l'Italia si ritirò dalla guerra e i nazisti presero il controllo della zona.

Anche in Croazia gli italiani hanno frenato gli antisemiti locali e hanno persino creato difficoltà per i tedeschi nel realizzare la loro "Soluzione Finale" in tutta la sua portata. Anzi, al suo ritiro dalla Croazia, avvenuto anch'esso nell'estate del 1943, l'esercito italiano fu accompagnato da migliaia di profughi ebrei italiani, che sono approdati prima a Corfù e poi in Italia, salvandosi dalle grinfie dei nazisti.

Tutta questa attività si svolse su ordine dell'Amministrazione fascista italiana, impartito al comandante dell'esercito, in risposta alla sua domanda su come avesse dovuto comportarsi nei confronti degli ebrei, e con l'esplicita approvazione di Mussolini. Tutti i dettagli di questa vicenda si trovano nel libro dello storico Menachem Shelach "Un conto di sangue - il salvataggio degli ebrei di Croazia per mano degli italiani, 1941 - 1943 ". La persona di Menachem Shelach è probabilmente accettabile a Saride e i personaggi del suo stampo: era membro del movimento giovanile (di sinistra) Hashomer Hatzair, membro del kibbutz Mishmar Ha'emeke, chissà, forse è addirittura membro di Meretz.

Gianfranco Fini fa rabbia ai nemici di Israele in Italia e in Europa non tanto per il suo passato, ma per le sue posizioni del presente. E' un vero amico dello Stato di Israele.Peccato che nel coro di ostilità levino la voce anche quei soliti israeliani di cui sopra.

****************

Yediot Aharonot, nome che significa "Ultime notizie", è edito a Tel Aviv ed è distribuito su tutto il territorio nazionale. E' il quotidiano più diffuso del Paese.

E' il classico quotidiano d'informazione che si occupa di cronaca, politica, costume e attualità. E' pubblicato in formato tabloid e ha 24 pagine, ma presenta anche numerosi inserti che portano il totale delle pagine a circa 70. Costa 0,88 euro. A EIiat, sul Mar Rosso, costa però solo 0,75 euro.

Fondato alcune decine di anni fa dalla famiglia Moses che ne mantiene tuttora la proprietà, non ha tendenze politiche dichiarate anche se una Moses è moglie dell'attuale ministro degli Esteri Shalom Silvan. L'attuale direttore è Arnon Moses.

L'autore dell'articolo, Yehoshua Porat, è un noto storico israeliano, specialista in storia dell'Islam e del Medio Oriente. Insegna all'università ebraica di Gerusalemme.



Da Libero del 9 dicembre 2003