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Inserito il 15-12-2003  
Abolire le Regioni a Statuto Speciale e le Province autonome
Raffaele Costa


Proposta di legge costituzionale presentata dall'On. Raffaele Costa per porre fine ad una lunga serie di enormi privilegi che durano da troppo tempo.

L’on. Raffaele Costa ha presentato a titolo personale un progetto di riforma costituzionale per abolire lo status giuridico di “regione a statuto speciale” e di “provincia autonoma”. Allo stato attuale, le regioni Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Sicilia, le province autonome di Trento e Bolzano, e la relativa regione Alto Adige, godono di un’autonomia molto rilevante e ricevono in varie forme dallo Stato centrale finanziamenti molto maggiori rispetto agli altri enti locali.

Ogni anno vengono complessivamente devoluti alle regioni, tra trasferimenti tributari ed extratributari, circa 71 miliardi di euro (138mila miliardi di vecchie lire). Di questi, ben 24 miliardi di euro (47mila miliardi di lire), che corrispondono al 34% del totale, finiscono nelle casse delle 5 regioni a statuto speciale, i cui abitanti (8.844.199) non superano il 15,5% della popolazione nazionale. Le altre 15 regioni devono così dividersi i restanti 47 miliardi di euro (91mila miliardi di lire).

E’ pur vero che le regioni a statuto speciale hanno competenze maggiori, ma si tratta di un’evidente sperequazione che oggi appare per molti versi incomprensibile: com’è possibile che due imprese artigianali, commerciali, industriali, agricole operanti in province diverse, ma magari confinanti, siano assistite concretamente da interventi di sostegno, sovente a fondo perduto, in maniera enormemente diversa (doppia, ma anche decupla) a seconda che appartengano o non a regioni a statuto speciale?

Il deputato piemontese sottolinea che “le significative differenze linguistiche, storiche, culturali e geografiche, che cinquant’anni fa avevano favorito la scelta di uno statuto speciale, in tempi di integrazione europea possono essere salvaguardate attraverso una forte autonomia senza particolari privilegi e non hanno più motivo di costituire artificiose barriere protettive”. “Con l’approssimarsi dello Stato ad una significativa idea di federalismo” - ha aggiunto Costa - “occorre far sì che tutte le regioni godano di un’identica posizione di partenza omogenee, in modo che non si configuri una situazione che veda un federalismo di serie A ed uno di serie B”.