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Inserito il 4-1-2004  
Osama bin Laden e i suoi fratelli
Recensione di Anna Bono


Dopo gli attacchi terroristici islamici dell’11 settembre 2001, da quando cioè le informazioni sull’Islam sono diventate una richiesta di massa, le librerie si sono riempite di volumi scritti da persone improvvisamente accreditate anche solo dall’aver svolto un viaggio in Afghanistan o dall’essere a contatto con degli islamici per ragioni di lavoro.

Non è il caso di Massimo Introvigne, direttore del CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni) e autore di un utilissimo libro sul terrorismo e sul fondamentalismo islamici.

"L’uso del termine "fondamentalismo" – scrive Introvigne all’inizio del suo saggio – si è ormai talmente dilatato da essere, spesso, scarsamente scientifico". Il primo, utile contributo che egli offre al lettore è quindi una definizione del fondamentalismo in generale, sia in quanto ideologia sia in quanto organizzazione.

Il fondamentalismo islamico, spiega poi Introvigne, nasce dopo la prima guerra mondiale come "reazione alla penetrazione di idee occidentali "moderne" nel mondo musulmano, cui oppone come antidoto il ritorno al Corano, una certa ostilità all’Occidente e l’applicazione della legge islamica (sharia) in opposizione a qualunque tentativo d’instaurare nelle terre dell’islam sistemi giuridici di tipo occidentale". Nettamente influenzato dal marxismo, oggi il movimento si identifica per il suo carattere populista, ostile alle stesse autorità islamiche allorchè, con il sostegno degli ulema e di altri "professionisti del sacro", non impongono la legge islamica nei loro paesi. Tre sono i suoi obiettivi fondamentali: l’applicazione della sharia in ogni comunità islamica, l’unificazione dei paesi a maggioranza islamica in un’unica realtà politico-religiosa nuovamente guidata da un califfo e il perseguimento del progetto originario di islamizzare il mondo intero.

In disaccordo con certi osservatori che attribuiscono ai musulmani fondamentalisti una posizione "di frangia", assolutamente marginale, Introvigne prosegue la sua analisi affermando che, al contrario, il fondamentalismo rappresenta una delle grandi quinte dello scenario islamico contemporaneo, come dimostra la posizione autorevole riconosciuta ai suoi rappresentanti sia sul piano teologico sia su quello istituzionale. A questo proposito riprende e propone la teoria dello storico Bernard Lewis, secondo il quale il fondamentalismo costituisce una delle due risposte (l’altra sarebbe il modernismo) alle domande che i musulmani si sono posti per la prima volta nel 1683 – quando il loro esercito, che per ragioni teologiche e militari secondo loro non avrebbe potuto essere sconfitto, fu invece respinto sotto le mura di Vienna – e che hanno continuato a ripetersi a ogni nuova sconfitta: l’Islam è debole perché non ha tenuto il passo con l’Occidente oppure, al contrario, perché gli si è avvicinato perdendo la propria purezza? Il fondamentalismo evidentemente attribuisce i fallimenti islamici all’abbandono dei valori originari e alla corruzione che ne è derivata e si rafforza oggi al confronto con la verifica dei pessimi risultati sortiti dai regimi "modernizzatori".

Infine il discorso di Massimo Introvigne si completa formulando due rilevanti precisazioni. La prima è che non tutti i fondamentalisti islamici sono dei terroristi. Esiste infatti all’interno del movimento fondamentalista una divergenza rispetto ai mezzi da usare per realizzare i fini desiderati. I fondamentalisti islamici radicali credono che si debba procedere a un’islamizzazione dall’alto e considerano quindi prioritaria la conquista del potere politico; quelli cosiddetti neo-tradizionalisti, invece, ritengono inutile acquisire la titolarità del governo se prima una società non è stata islamizzata dal basso attraverso il controllo di scuole, mass media, università… e quindi concentrano le loro forze su questo obiettivo. L’uso della violenza e il ricorso al terrorismo sono ovviamente sostenuti più spesso da esponenti del fondamentalismo radicale.

La seconda precisazione è che non tutti i terroristi islamici sono dei fondamentalisti: ad esempio, è frequente l’uso della violenza da parte degli esponenti dei movimenti nazionalisti.

In appendice al testo, Introvigne riportata alcuni importanti documenti: tra l’altro, e di particolare interesse, la Dichiarazione di guerra contro gli americani che occupano la terra dei due Luoghi Santi, scritta nel 1996 da Osama bin Laden e meglio nota come "Epistole Ladenesi".

Massimo Introvigne Osama bin Laden. Apocalisse sull’Occidente, Elledici, Leumann, 2001.