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Inserito il 26-1-2004  
La felicità ? Basta essere curiosi
di Guido Bosticco


Il filosofo, il grande logico, il ma­tematico Bertrand Russell, catte­dratico a Cambridge e premio Nobel per la letteratura è uno di quei personaggi a dir poco po­liedrici. Ac­canto alla sua grande pro­duzione sui fondamenti della mate­matica, sullo sviluppo della logica forma­le, sulla teoria dei generi, sul calcolo dei predicati di primo ordine, affianca una serie di volumi divulgativi (nel senso più nobile del termine) che guardano al mondo di noi tutti uomini e cittadini che ci vogliamo dire liberi.

Saggi sulle cose e sui fatti pratici nei quali siamo immersi tutti i giorni, senza necessariamente farne teo­ria o alta speculazione, ma sola­mente affrontandoli con il corag­gio e la forza del nostro pensiero.

Tra questi saggi, La conquista della felicità, pubblicato nel 1930, è uno di quelli in cui il pensiero di Russell si ammanta di una delicata patina di buon senso, mai banale.

La conquista della felicità è un per­corso che parte da noi stessi e che ci porta fuori verso il desiderio, verso il mondo, verso la comunità, la relazione, le idee, la scienza, la filosofia e la politica, verso il sapere e tutto ciò che rende l'uomo diverso dagli altri animali.

Il semplice se­greto della felicità, sostiene Russell, è avere molti interessi ed essere ben disposti verso le cose e le per­sone alle quali teniamo: «II mon­do è pieno di cose tragiche o comiche, eroiche o bizzarre o sorpren­denti, e coloro che non sanno in­teressarsi allo spettacolo che offre perdono uno dei privilegi offerti dalla vita».

La felicità, in fondo, è amore per la conoscenza.


Da Libero del 23 Gennaio 2004