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Inserito il 21-2-2004  
Il caso Coopcostruttori di Argenta
di Pierangelo Maurizio


L'ombra di bilanci truccati sul crac della coop rossa. L'indagine dei commissari del tribunale sulla società di Donigaglia: "Milioni di euro si sono volatilizzati".

Sul crac della Coopcostruttori, guidata con pugno di ferro da Giovanni Donigaglia per trent'anni, pesa l'ombra cupa di una lunga serie di bilanci - per usare l'immancabile eufemi­smo - poco aderenti alla realtà. Tra i primi quattro gruppi nel settore delle costruzioni a livello nazionale, la Coopcostruttori è da sempre stata vicina al Pci, poi al Pds e ai Ds (ma in ottimi rapporti anche con il Pdci di Ar­mando Cossutta).

Il presidente, Giovanni Donigaglia, negli anni di Tangentopoli è stato più volte arrestato ma è sempre stato as­solto per aver sostenuto che quelli versati al partito erano "li­beri contributi". Ad accendere ora i riflettori sui bilanci sono i tre commissari nominati dal Tri­bunale di Ferrara: Ettore Donini, Renato Migro e l'avvocato Franco La Gioia.

Scrivono nella loro relazione in modo prudente ma suffi­cientemente chiaro: «Qualora le rettifiche alla situazione pa­trimoniale operate dai Commissari Giudiziali dovessero trovare conferma, sarebbe di palmare evidenza che un defi­cit di tale portata andrebbe a collidere con la serie di risulta­ti di esercizio conseguiti dalla Coopcostruttori dalla sua na­scita (1974) sino al 2001...». Tra­duzione: se gli accertamenti eseguiti - e che finora hanno portato esiti ulteriormente negativi - si dimostreranno fondati, i bilanci del fiore all'occhiel­lo delle coop rosse sarebbero da consi­derarsi truccati. Dal 2001 e a ritroso negli anni.

I tre commissari hanno stimato la differenza tra la montagna di debiti e il patrimonio del­l'azienda in 300 mi­lioni di euro, a fronte di 16,7 milioni di disavanzo iscritti nella previsione di bi­lancio per il 2002. 300 milioni che fanno a pugni con i bilanci sempre in attivo della Coopco-struttori.

Ma attenzione: la cifra del de­ficit è assolutamente per difet­to. Si riferisce a una prima sti­ma di debiti per 870 milioni di euro contenuta nella relazio­ne, che è dell'agosto scorso. Nel frattempo siamo saliti a quota un miliardo e 100 milio­ni di euro, considerando solo l'esposizione della Coopcostruttori e della principale tra le sue controllate, la Gir Costru­zioni.

Sono alcuni dei dati di un collasso che ha di fatto cancel­lato Argenta e dintorni dalla ge­ografia economica. Si sono vo­latilizzati ben 61 milioni di eu­ro sottoscritti dagli abitanti co­me "soci cooperatori" (7 milio­ni) o sotto forma di "azioni di partecipazione cooperativa"(54 milioni), le "ape", qualcosa di molto simile ai bond Parmalat e Cirio, che venivano diret­tamente prelevate dagli stipen­di dei dipendenti od offerte al pubblico, costituito in mag­gior parte da pensionati della zona. Non solo.

I risparmiatori (5mila) hanno rimesso altri 43,3 milioni di euro investiti nel cosiddetto "prestito socia­le": si tratta dei "libretti di ri­sparmio" depositati presso la Coopcostruttori, che funziona­va come una banca (5% d'inte­resse annuo se i depositi erano "liberi", il 7% se "vincolati"). La voce è iscritta nei "debiti verso dipendenti" ma in realtà la Coopcostruttori concedeva i libretti a tutti, dipendenti e no. Sono da sommare anche i 13 milioni di stipendi non pagati e i 18 di liquidazioni saltate. A conti fatti la Coopcostruttori ha un debito di 135 milioni di euro solo nei confronti dei la­voratori e dei pensionati di Ar­genta e comuni limitrofi. Poi ci sono le banche (367 milioni) e i fornitori (223 mi­lioni).

Tra le cause del dissesto individua­te nella relazione, c'è sicuramente la grave crisi degli ap­palti pubblici dal '92 al 2002. Ma an­che l'assenza alla Coopcostruttori di un management e di una contabilità industriale: in so­stanza aveva tutto in mano Giovanni Donigaglia.

E la relazione sfata un altro mito. In realtà la Coopcostruttori, il quarto gruppo italiano delle costruzioni, è entrata nel grande giro degli appalti solo in tempi relativamente recen­ti, nell'88-89, poco prima di Tangentopoli. E lo ha fatto con una serie di acquisizioni di al­tre società o coop, che non sempre, osservano i commissari, sembrano dettate da criteri imprenditoriali.

Il che darebbe in parte ragio­ne a Donigaglia che negli ulti­mi tempi ha detto di aver fatto shopping per desiderio del Par­tito. Curioso è apparso ai commissari anche l'ultimo acqui­sto: nel '99, in una situazione già molto grave, Coopcostruttori ha rilevato in Sicilia, dalla famiglia Vita di Agrigento, il 100% della società Mera.

Alla Lega cooperative dico­no che stanno lavorando alacremente al "Fondo di solida­rietà" che dovrebbe consenti­re di rimborsare parzialmente lavoratori e pensionati. Ma ad Argenta la rabbia cresce. Dei bilanci della Coopcostruttori in giro c'è poca voglia di parla­re. La Ria & Partners fino al 2000 ne ha certificato i conti. Ferdinando Belloni, uno dei soci e degli amministratori della Ria, non risponde al tele­fono; fa dire dalle segretarie: «Non abbiamo tempo, abbia­mo da fare con i bilanci...». E alla Lega ci tengono a precisa­re: «Le singole coop sono del tutto autonome. Ogni coope­rativa si sceglie la società di revisione che preferisce».


Da Il Giornale del 21 febbraio 2004