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Inserito il 13-4-2004  
Resistenza ed eresie
Pier Franco Quaglieni


La vera risposta al libro di Giorgio Bocca sulla Resistenza, recentemente ripubblicato con l’intento di lodare in modo acritico quelle giornate arriva dalla ripubblicazione di I ragazzi del ‘44 di Arrigo Petacco, storico, saggista, giornalista, noto per il suo spirito libero.

Mondadori ha rimandato in libreria un testo pubblicato tardivamente nel 1985, dopo che vent’anni prima il romanzo autobiografico di Petacco che, giovanissimo, aveva partecipato alla Resistenza, venne vergognosamente rifiutato da più case editrici.

Si tratta di un romanzo che fu vittima del conformismo imperante nel mondo editoriale ancor prima del ’68; per altri versi, la pubblicazione mondadoriana dell’85 non piacque a Petacco che pretese ed ottenne la soppressione del risvolto di copertina approntato dall’editore con una sua nota polemica in cui scriveva come fosse insostenibile parlare di partigiani tutti buoni e di fascisti tutti cattivi, di Resistenza con la r maiuscola e di duce con la d minuscola

Sempre in quella nota una dedica coraggiosa:a tutti quelli che hanno vissuto la guerra civile. Non la resistenza.

Eppure Petacco aveva partecipato alla resistenza in prima persona, ma nel suo romanzo di quell’esperienza aveva colto soprattutto la brutalità della guerra civile. Lo stesso Petacco scriveva una verità che allora lo rese un eretico da isolare: il contributo dei partigiani alla guerra di liberazione fu modesto, mentre fu ignorato o quasi l’apporto decisivo di Americani ed Inglesi. Questa parte andrebbe riletta oggi ai girotondini arcobaleno che amano non ricordare l’apporto determinante degli Usa alla liberazione dell’Europa dal nazifascismo.

Il libro ricorda con equanimità chi ha sofferto e combattuto in buona fede, per un ideale giusto o sbagliato che sia.

Questa è la risposta che ci voleva al reducismo stucchevole, volgare, violento di Bocca, tra l’altro diventato antifascista all’ultima ora.

Chi volesse approfondire cosa hanno fatto i giellisti alla Bocca nelle valli del Cuneese, ha a disposizione la straordinaria ricerca monografica di Aldo A. Mola dalla quale i GL cuneesi escono con le ossa rotte.

A Torino il 25 aprile, davanti alla lapide che ricorda Edgardo Sogno nella casa in cui è nato a vissuto in via Donati, ci sarà una manifestazione assai importante e significativa intesa, per la prima volta a Torino, a far rivivere un ricordo tricolore della data che segna la liberazione. Sarebbe bello che gli organizzatori invitassero anche Arrigo Petacco che di Eddy Sogno fu amico ed ammiratore.

Con il suo libro Petacco, tanti anni prima di Giampaolo Pansa, aveva contribuito alla smitizzazione della Resistenza, al superamento della vulgata di cui si sono serviti tutti i conformisti per decine d’anni al fine di imporre con la prepotenza il loro volere.

In nome delle presunte e false unità antifasciste si è impedita la ricerca storica e persino la pubblicazione di un romanzo come quello di Petacco che merita quindi grande attenzione perché il giovane protagonista di allora, già nei primi anni sessanta, aveva colto tutti i limiti di quella sua esperienza e non aveva approfittato, come avevano fatto quasi tutti, della sua partecipazione alla Resistenza per chiedere ed ottenere favori e privilegi.


Da Il Giornale del Piemonte del 13 aprile 2004