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Inserito il 30-6-2004  
La vittoria porta male
di Sandro Fontana


Non è la prima volta che le sinistre manifestano euforia per i risultati amministrativi. Il 6 dicembre 1993, all'indomani del ballottaggio per l'elezione del sindaco in alcune grandi città, l'Unità usciva col titolo a scatola: «Vittoria!» che occupava quasi la metà della prima pagina .

E sotto, sempre in grande: «Le città scelgono i progressisti». All'interno del giornale due intere pagine col titolo «Ai progressisti la sfida di Roma» venivano dedicate alla vittoria di Rutelli che aveva battuto Fini col 53% dei voti contro il 47%. Una pagina che titolava «A Napoli trionfa Bassolino», era dedicata alla vittoria dei progressisti napoletani col 55,8% contro il 44,2% della Mussolini. Un'altra pagina, intitolata «Genova incorona Sansa», esaltava il successo del nuovo sindaco col 59,1% contro il 40,9% del leghista Serra. Così per Venezia dove Cacciari (nel titolo: «Il nuovo doge») aveva battuto un altro leghista col 55,4% contro il 44,6%. Così a Trieste dove Illy aveva sconfitto lo schieramento di centro-destra col 53,2% contro il 46,8%. Un vero trionfo.

Il quale alimentò l'illusione di una vittoria strepitosa alle politiche del 27/28 marzo 1994. Elezioni che ebbero come è noto un risultato disastroso per Occhetto, il quale nella regione italiana più popolosa, cioè in Lombardia, perse tutti 35 i seggi del Senato e ottenne su 74 seggi alla Camera solo un seggio a Mantova. La stessa cosa si verificò nel Triveneto dove su 55 deputati venne eletto solo quello del Collegio di Mestre sud. Una euforia malriposta.

Ma già negli anni Settanta s'era verificato lo stesso fenomeno quando alle Amministrative del 1975 la Dc perdeva regioni importanti come il Piemonte e la Liguria e grandi città come Napoli, Torino, Genova e Venezia. Anche allora l'esaltazione euforica delle sinistre fu grande e si risolse in un amaro risveglio nelle elezioni politiche dell'anno successivo quando non si verificò il sorpasso del Pci e la Dc ottenne il 38,7% dei suffragi. Non per questo dobbiamo ritenere non gravi i risultati delle attuali elezioni amministrative. I quali devono essere esaminati attentamente dalla Casa delle Libertà non solo per ottenere un maggiore radicamento dei partiti di centro-destra sul territorio, ma anche per cogliere l'orientamento reale del corpo elettorale.

Infatti quando ancora non esistevano i sondaggi le elezioni amministrative venivano usate per conoscere gli umori reali delle popolazioni. Non a caso De Gasperi riuscì a vincere la sfida decisiva col Pci di Togliatti perché ebbe l'astuzia di far precedere le elezioni amministrative a quelle politiche. Infatti i risultati elettorali del 2 giugno 1946 (Assemblea Costituente e referendum istituzionale) furono grosso modo anticipati dalle elezioni amministrative che si tennero a partire dal 10 marzo in 5.722 Comuni, la maggioranza dei quali (2.534) fu conquistata dalla Democrazia Cristiana, mentre ai socialcomunisti andarono 2.289 comuni: il che stava a significare come al di là della DC non esistessero partiti o movimenti politici in grado di arginare l'avanzata delle sinistre.

Un altro "sondaggio" venne effettuato il 10 novembre del 1946 attraverso una seconda tornata di elezioni amministrative: le quali registrarono una preoccupante avanzata tanto delle sinistre quanto della destra (Uomo qualunque) ed indussero la Dc, per non perdere il proprio ruolo di partito di centro, ad accelerare il chiarimento politico che porterà nel maggio 1947 alla estromissione delle sinistre dal governo. Nell'ottobre del 1947 si tenne l'ultima "tranche" di elezioni amministrative, nelle quali la Dc raddoppiò i voti rispetto alle elezioni politiche del 2 giugno 1946 e le sinistre ebbero un crollo dal 37 al 33%; era la conferma della validità delle scelte compiute da De Gasperi e l'annuncio della grande vittoria del 18 aprile 1948.

Ecco perché mentre le sinistre rischiano ancora una volta di perdere la testa nutrendo illusioni spropositate, la Casa delle Libertà deve evitare un solo rischio: lasciarsi prendere dal panico e non correggere gli errori commessi, tra i quali il più grave in assoluto è quello di avere annunciato una riduzione delle imposte che poi non s'è verificata. In sostanza la partita politica, come sostiene Feltri, è tutt'altro che compromessa, si tratta solo di realizzare il programma con cui il centrodestra s'è presentato all'elettorato nel 2001 smentendo la propaganda delle sinistre, secondo la quale il governo fa promesse che non riesce a mantenere.


Da Libero del 30 giugno 2004