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Inserito il 30-6-2004  
L'antisemitismo oggi è tutto dei progressisti
di Angelo Pezzana


Fra gli inviati dei grandi giornali nelle zone calde del pianeta la maggior parte se ne sta al fresco nei grandi alberghi, dove le notizie arrivano senza che si debba faticare troppo. Abituati ad analizzare senza esporsi troppo i nostri grandi giornalisti sono diventati esperti in previsoni che cucinano nelle hall degli Sheraton e degli Hilton, nelle quali prevedono scenari che quasi sempre non si realizzano. È raro trovarli accanto agli scenari di guerra, al seguito di eserciti americani o inglesi che liberano l'Iraq, per esempio. Molto meglio il bar di un lussuoso albergo. Più tranquillo, più sicuro. Ma se le parole coraggio e giornalismo si potessero abbinare, fondere, ne verrebbe fuori per primo un nome, quello di Fiamma Nirenstein.

Andata a vivere in Israele dagli inizi degli anni '90, è per merito delle sue cronache che si riesce a far breccia in quella montagna di rifiuti giornalistici che invadono gran parte della stampa italiana. Professionalità e coraggio grazie ai quali non c'è vicenda mediorientale che non sia stata raccontata da questa straordinaria testimone con lucidità, chiarezza ed equilibrio. Coraggio e professionalità.

Dalla sua casa di Gerusalemme, sulla collina del quartiere di Ghilo, circondata da pile di libri, giornali, telegiornali sempre in funzione, telefonate da ogni parte del mondo, Fiamma Nirenstein ha pubblicato il suo ultimo libro ("Gli antisemiti progressisti" ed. Rizzoli) riconferma ancora una volta quella qualità che, oltre all'intelligenza, possiede a dismisura, il coraggio.

In un mondo che pronuncia con malavoglia la parola antisemitismo, come se non proferendola se ne potesse eliminare la presenza, che preferisce non uscire dai confini, dall'ambito della Shoah, quasi a voler dire: è là che è successo, oggi è tutto finito, mentre invece chi non è antisemita sa che non è vero. In più accostandola alla parola "progressisti", rompendo così il tabù della sinistra che tutto può permettersi, anche l'antisemitismo, che le verrà perdonato nel nome delle truppe sovietiche che entrano ad Auschwitz, Fiamma Nirenstein consente ai lettori, disinformati, frastornati, tempestati da immagini e notizie sovente manipolati, di capire una verità molto semplice.

L'antisemitismo nazista oggi ha un nome nuovo, anche se la radice della mala pianta è sempre la stessa, è l'antisemitismo arabo, islamista, pacifista, anti occidentale, anti americano e anti israeliano. Il lavoro interrotto da Hitler Il suo libro ci fa capire come Israele sia soltanto una scusa, un pretesto da brandire come una clava, per tentare di finire, come dice la propaganda terrorista araba, il "lavoro interrotto di Hitler".

Non è il conflitto israelopalestinese a essere in gioco, come vogliono farci credere, è l'odio antico contro gli ebrei che, grazie alla viltà, alla complicità di un occidente che perso ogni sua identità, rischia oggi di far saltare in aria gli ebrei là dove hanno ricostruito il loro Stato. Il libro di Fiamma Nirenstein va dritto al cervello e al cuore, non fa sconti nel momento in cui ricostruisce con accuratezza encomiabile gli avvenimenti di questi ultimi anni. Leggere "Gli antisemiti progressisti" è indispensabile se si vuole capire quel che ci sta per arrivare addosso, proprio a noi che viviamo in un'Europa che troppo sovente sta dalla parte di chi vuole distruggerci.

Chiedo scusa ai lettori per questa recensione poco ortodossa, ma ho voluto sottolineare di questo libro l'aspetto storico-politico, che mi sembra eccezionale. Certo, nel libro ci sono tutti i racconti "dal vivo" che hanno guadagnato a Fiamma Nirenstein fama e affetto, il raccontare Israele come solo lei è capace di fare. Una lettura che non riuscirete a interrompere e che vi emozionerà.


Da Libero del 30 giugno 2004