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Inserito il 4-11-2005  
Firenze nel cuore del Cremlino
Laura Lodigiani - recensione di Chiara Boriosi


L' Autrice Laura Lodigiani racconta la ricostruzione di alcune sale del Cremlino ad opera di artigiani toscani. Se il cuore della Russia parla fiorentino.

È difficile presentare con un solo aggettivo quest’opera, perché nella storia che racconta confluiscono molti elementi che ne rendono non semplice la definizione. Sarebbe infatti agevole dire brevemente che questo libro racconta la completa ricostruzione di due maestose sale di ricevimento del Palazzo del Cremlino, una delle quali era la sala del trono degli Zar, ad opera di un gruppo di artigiani, per lo più fiorentini e tutti italiani, ma questo non potrebbe rendere in alcun modo lo spirito, la passione e, perché no, la meraviglia che attraversano le pagine e raggiungono il lettore.

Firenze nel cuore del Cremlino” (Giunti Editore) è in realtà la storia di un sogno forse impossibile, di un miracolo apparentemente irrealizzabile, di difficoltà quasi insormontabili, di episodi da commedia dell’arte, e di uno straordinario gruppo di personaggi che, ognuno con la propria capacità professionale e con le proprie risorse umane ed intellettuali, hanno contribuito a realizzare un’impresa che porta Firenze e l’Italia a livelli di eccellenza mondiale nel restauro e nella ricostruzione.

La passione, la genialità, l’abilità, la competenza che permettono a falegnami, intagliatori, fonditori, marmisti, setaioli, ebanisti, di avere solo sbiadite testimonianze del passato e, in base a quelle, di ricostruire in ogni più perfetto dettaglio due sale grandiose, riccamente decorate ed interamente restituite al grande Palazzo che ne era stato privato per quasi un secolo, ci fanno scoprire uno straordinario patrimonio di intelligenza artigianale che ancora vive nelle nostre città, prima fra tutte Firenze, ma deve fare i conti ogni giorno con governi che lo ignorano, istituzioni locali che non lo sostengono, con la mancanza di un ricambio generazionale ed i mille lacciuoli di una burocrazia sorda ad un settore tanto prezioso della nostra economia che rischia di morire soffocato.

Ma un altro aspetto rende interessante la lettura di quest’opera perché ci offre uno spaccato della Russia di oggi attraverso le testimonianze di chi ha dovuto farci i conti da un punto di vista professionale ed organizzativo.

Emerge infatti dai racconti dei protagonisti di questa grande impresa, la fotografia impietosa di un grande Paese ancora piagato e piegato dal proprio passato, dove manca all’appello una nuova generazione di professionisti preparati, perché i giovani si sono lanciati in traffici illeciti e speculazioni, mentre la stragrande maggioranza della popolazione non è in grado di lavorare autonomamente e continua ad attendere l’intervento statale, ed il governo è costretto ad affidarsi agli esponenti della vecchia nomenklatura perché sono gli unici ad aver ricevuto una certa istruzione, ma con tutti i limiti del defunto regime.

Accade così che esponenti dell’esercito si trovino a discutere con architetti ed artigiani ignorando ogni aspetto delle problematiche in questione, che i responsabili delle varie commissioni di controllo cambino dalla mattina alla sera, obbligando i loro interlocutori a ricominciare tutto da capo nel rispiegare il proprio lavoro, e che si verifichino ancora “incidenti” che rimandano al Kgb, quando i professionisti italiani, rei di non piegarsi a disposizioni incompetenti, vengono minacciati del ritiro del passaporto o fermati all’aeroporto…

Firenze nel cuore del Cremlino”, dunque, è tanto l’appassionante ricostruzione di una grande avventura degna, per i suoi mille imprevedibili risvolti, di diventare la trama di un romanzo o di un film, quanto un atto d’amore per la nostra meravigliosa tradizione artigiana e, al tempo stesso, una voce appassionata che chiede di difenderla e di non permettere che si perda per sempre, perché è parte viva e pulsante della nostra storia e contribuisce anch’essa a definire la nostra identità di popolo.


Dal sito www.lapadania.com del 1° novembre 2005