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Inserito il 19-10-2004  
Rocco,“contadino” reso martire dall’intolleranza della sinistra
di Rod Liddle - Traduzione di Aldo Piccato


Questo è il testo integrale di un articolo scritto da Rod Liddle apparso sul Sunday Times - Traduzione di Aldo Piccato

Se oltrepassate i confini del manifesto liberal, le vostre idee non saranno criticate e sottoposte a dibattito. E’ il segno dell’arroganza di un’egemonia le cui convinzioni non devono mai essere attaccate, e coloro che le attaccano sono pazzi o malvagi. E’ già successo (con il caso Haider)

Perlomeno, la settimana scorsa abbiamo imparato qualcosa di utile dall’Unione europea. Ora conosciamo quale è in italiano la parolaccia per “gay”. E’ culattone, derivata dalla parola “culo”.
E’ stata pronunciata da un volgare contadino: il ministro italiano Mirko Tremaglia. “Volgare contadino” è una definizione in parte mia e in parte dello stesso signor Tremaglia; lascio a voi il compito di stabilire quale è la mia.

Tremaglia stava deplorando il trattamento riservato al suo collega Rocco Buttiglione, che a Bruxelles quasi tutti desiderano non venga nominato commissario europeo alla Giustizia.
Buttiglione è un ex sostenitore di Mussolini e un fondamentalista religioso. Buttiglione crede che l’omosessualità sia un peccato e che le donne dovrebbero rimanere confinate nella cucina e nella camera da letto. Probabilmente crede anche nell’Immacolata Concezione e nell’indiscutibile infallibilità di quell’anziano giovanotto polacco che siede in Vaticano.

Buttiglione era stato nominato commissario alla Giustizia da José Manuel Barroso, il prossimo presidente della Commissione, anche lui rappresentante di quell’Europa del sud ringhiosamente macho, per quanto sessualmente ambivalente. Poi è scoppiato l’inferno a causa delle opinioni di Buttiglione sui culattoni.

I socialisti europei, che provengono in larga misura dal freddo nord, stanno minacciando di votare contro la Commissione se Buttiglione non verrà privato del suo incarico. Può benissimo essere che, esattamente come me, anche voi pensiate che le opinioni di Buttiglione siano stupide e probabilmente offensive.
D’altra parte, potreste anche fare parte della maggioranza dei cittadini dell’Ue (soprattutto ora che siamo allietati dalla presenza dell’Ungheria, della Polonia e degli incorreggibili zingari adulatori della Slovacchia), i quali si bevono tutta intera questa spazzatura antidiluviana.

Comunque, che le opinioni di Buttiglione siano condivise da una maggioranza di cittadini dell’Unione europea è soltanto un’ipotesi. Ma se siete un cattolico, un musulmano, un ebreo ortodosso o un protestante di quasi qualsiasi confessione (compresa la nostra dolcemente oscillante Chiesa d’Inghilterra), ciò che ha detto Buttiglione non è altro che la normale linea di partito.
L’omosessualità è un peccato ma non un crimine: è questo ciò che ha dichiarato Buttiglione.

È più facile scagliarsi contro l’individuo

Così ora ci troviamo nella situazione in cui può essere impedito a un politico di assumere un certo incarico soltanto perché aderisce a un’opinione condivisa dalla maggior parte dell’elettorato. Oppure, come minimo, una significativa minoranza di esso. Sta diventando una situazione piuttosto consueta. Ci sono varie forme d’intolleranza.

C’è la sciocca intolleranza della destra religiosa e c’è anche la nuova e persino più soffocante intolleranza della sinistra liberal. Quale è la più pericolosa? A guisa di risposta ecco un’altra ipotesi: Buttiglione e i suoi seguaci, malgrado tutta la loro avversione, non cercherebbero d’impedire a un politico di rivestire un certo incarico per via della sua omosessualità. Buttiglione ha mai espresso una lamentela nei confronti di Peter Mandelson, quell’eccitante arrivisti di Bruxelles?

Ma la sinistra… beh, la sinistra ha davvero portato l’intolleranza a un livello completamente nuovo. Se trasgredite i ristretti confini del manifesto liberal della sinistra su un certo numero di questioni (razza, diritti umani, aiuti all’estero, etc.), le vostre opinioni non saranno criticate e sottoposte a dibattito. I rappresentanti della sinistra cercheranno semplicemente d’impedirvi di parlare, insistendo che il vostro punto di vista non è soltanto sbagliato ma anche “inaccettabile” e perciò non degno di essere ascoltato. Anche, o meglio, soprattutto se la maggioranza dell’elettorato è d’accordo con voi.

Da una parte, questo è il risultato della tendenza della vecchia sinistra a insistere sul fatto che persona e politica coincidono e che perciò un essere umano non può essere separato dalle proprie convinzioni. Quindi, anziché attaccare queste convinzioni con argomentazioni circostanziate, perseguitano l’individuo.

Togliere di mezzo l’uomo anziché la palla

Dall’altra parte, è il risultato di un timore a impegnarsi su questi delicati temi; è molto più facile scagliarsi direttamente sull’individuo: togliere di mezzo l’uomo anziché la palla, per così dire. Ma è anche il segno di un’insopportabile arroganza, l’arroganza di un’egemonia politica le cui opinioni non devono essere mai attaccate. E coloro che le attaccano sono persone o pazze o malvage e non deve essere permesso loro di parlare.

Ricordate, qualche anno fa, il furore scoppiato quando il popolo austriaco elesse al governo il partito populista di destra di Jorg Haider? La buona vecchia tradizione del mandato elettorale è diventata come carta straccia: l’Austria è stata per qualche tempo minacciata di espulsione dall’Ue. In futuro, è stato detto al popolo austriaco, o voterete in modo diverso oppure ne affronterete le conseguenze.

Due anni fa, qui a Burnley, all’elettorato è stato detto che aveva fatto un grave errore votando per il British National Party ed è stato informato che nessuno avrebbe lavorato con i consiglieri eletti del Bnp. Più recentemente, David Blunkett, il ministro dell’Interno, ha sostenuto che sarebbe probabilmente una buona idea se ai dipendenti pubblici fosse proibito di entrare nel Bnp (e, viceversa, che ai membri del Bnp fosse proibito di lavorare nella pubblica amministrazione).

Bene, perché no? E dopo il Bnp, che dire dei membri dell’Ukip? Quest’intolleranza non è comunque diretta soltanto contro la destra bianca. Il dottor Yusuf al Qaradawi ritiene che gli omosessuali saranno giudicati negativamente al cospetto di Allah. Forse non così negativamente come gli ebrei, ma comunque molto male.

All’interno del mondo musulmano le sue opinioni sono, ahimé, piuttosto diffuse, ma ci sono stati ululati di protesta da parte della sinistra quando al Qaradawi è venuto in Inghilterra per esporre le sue tesi da età della pietra. Non bisognava concedergli l’ingresso nel paese, ci è stato detto, perché le sue opinioni non ci piacciono. A onore del governo va detto che questa volta ha resistito all’intenzione di voltargli le spalle all’aereoporto di Heathrow, come era già avvenuto quando era arrivato un altro focoso oratore musulmano di colore, Louis Farrakhan.

“Pressioni in direzione di scelte non sane”

Ed ecco un altro esempio, di tipo molto diverso. Soltanto la scorsa settimana, il primo ministro ha deciso di schierarsi a favore di un controllo sul marketing dei cibi dannosi per la salute. Blunkett ha dichiarato: “Studieremo con attenzione dei provvedimenti per proteggere i più giovani dalle pressioni che subiscono in direzione di scelte non sane, come l’eccessiva pubblicità di cibi ricchi di zucchero, sale e grassi”. Si possono proibire le pubblicità di cibi grassi nei programmi televisivi per bambini. Eccoci qua: “Pressioni in direzioni di scelte non sane”.

Non è dei bambini che sta parlando, ma degli adulti che devono rispondere alle richieste dei loro bambini. Blair non è convinto che gli adulti sappiano prendere le giuste decisioni. Così, di fatto, prenderà lui le decisioni giuste per loro e, nel contempo, metterrà il bavaglio ai pubblicitari. Naturalmente tutti vogliamo che i nostri bambini mangino in modo più sano.

Così come possiamo desiderare che Buttiglione e Tremaglia non rivestano alti incarichi, che persone come al Qaradawi chiudano la loro stupida bocca o che il Bnp scompaia per sempre. E così forse non siamo sdegnati quando le autorità agiscono in un modo chiaramente autoritario e a nostro nome mettono a tacere queste detestabili voci.

Ma ci dovremmo sdegnare, vero? Bisogna attaccare le idee, non le persone. Ora questi due volgari contadini italiani sono diventati due martiri nella causa della political correctness.
Era proprio questo ciò che volevamo?


Da Il Foglio del 19 Ottobre 2004