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Inserito il 21-1-2006  
I tentacoli rossi sulla finanza italiana
di Francesco Forte


Il no di Bankitalia all'opa per BNL non è dovuta alla mancanza di requisiti patrimoniali, ma ai troppi intrecci politico-economici che rendono la compagnia poco trasparente e inaffidabile.

Sbaglia chi pensa che il no della vigilanza Banca d'Italia ad Unipol per l'offerta pubblica di acquisto di Banca Nazionale del Lavoro sia dovuto soprattutto alla mancanza di parametri patrimoniali.

Ciò che manca ad Unipol, secondo la valutazione di Ban­ca d'Italia post Fazio, sono i requisiti qualitativi, cioè l'ido­neità etica e professionale a governare una grande banca come la Bnl.

Il fatto che il suo presidente Consorte e il vice Sacchetti abbiano messo in­sieme dai 69 ai 200 milioni di euro su conti personali nei paradisi valutari, fa insospettire sulla capacità degli organi am­ministrativi e contabili del gruppo di controllare i top ma­nager. E manca la trasparen­za, a causa degli intrecci inter­ni ed esterni, che possono ge­nerare commistione e conflitti di interesse.

L'intreccio con Hopa del fi­nanziere Gnutti e con Banca Popolare Italiana (Bpi) già ca­peggiata dal Fiorani, è particolarmente folto.

Infatti Unipol ha una quota di Hopa e in es­sa, nel consiglio di ammini­strazione sedeva, insieme al Fiorani anche il Consorte, amministratore delegato di Unipol Banca, controllata da Unipol.

In Finsoe la Finanzia­ria di economia sociale (così si chiama, senza senso dell'umo­rismo) che controlla Unipol, accanto a Holmo, che ha la maggioranza ed è controllata dalle grandi cooperative rosse con l'80 %, troviamo anche l'Hopa.

E dentro Holmo c'è la Finec Merchant, che è con­trollata da Unipol, che ha co­me socio di minoranza anche Hopa. Non è finita qui.

Infatti Hopa controlla, fra le altre, una finanziaria denominata Earchimede, in cui troviamo ancora la BPI e Unipol Mer­chant banca per le imprese (cito la denominazione inte­grale), braccio emergente di Unipol Banca.

Intrecci eloquenti. Infatti anche se Unipol non prenderà Bnl (la decisione finale, fra ri­corsi e contro ricorsi slitta al dopo elezioni) e non riuscisse a mangiarsi il Monte dei Pa­schi, essa è ormai lanciata nel mondo bancario con Unipol Banca, che ha già 250 filiali e 45 "negozi banca" e tramite la aggressiva Unipol Merchant.

Questa, sorta da poco, opera nel credito a medio termine alle imprese e come consulen­te di aumenti di capitale e di operazioni di acquisizione di imprese (il depliant lo dice in inglese: Capital market, Mer-ger & Aquisition e Corporate Finance Advisory), in un mondo intriso di nobili ideali, a dir poco amico.

La sua più recente operazione riguarda il lancio di un aumento di capi­tale in borsa (una Ipo: Initial Public Offering) di Kerself, so­cietà di impianti solari foto­voltaici. Romano Prodi, nel suo programma energetico, ha di recente dichiarato che in­tende coprire di pannelli sola­ri i tetti dei capannoni di tutte le aziende italiane (la sovven­zione pubblica va dal 50 al 70 %).

Merchant Unipol ha assi­stito anche una recente Ipo di Greenvision ambiente, che nella sua "visione verde", ope­ra nella difesa ambientale idrogeologica, su commessa di regioni ed enti locali.

Inoltre essa assiste la multiutility Me­ta nella acquisizione della mu­nicipalizzata del comune (ros­so) di Ferrara che viene priva­tizzata.

Assiste Gamst, coope­rativa di ristorazione con cir­ca 1000 imprese, in parte spa e srl, operanti soprattutto nel­le stazioni ferroviarie, nella gara di Bologna Fiere per la ri­cerca di altri soci privati. In questa società, presieduta da Luca Cordero di Montezemolo, il comune e la provincia di Bologna più le cooperative e le associazioni di categoria rosse hanno il 44%, con Gamst pos­sono avere la maggioranza.

Unipol Merchant inoltre assi­ste Hera per l'acquisizione da Ambiente spa, del centro eco­logico di Ravenna, uno dei più grossi centri di smaltimento di rifiuti. Hera è una multiutility presente in 150 comuni del­l'Emilia con servizi idrici, di smaltimento rifiuti, metano, elettricità.

C'è poi il successo dell'Ipo di Igd, posseduta al 74% dalla coop Adriatica co­losso di Ravenna. La sigla vuoi dire Immobiliare Grande Di­stribuzione. Opera nella ac­quisizione e costruzione di centri commerciali che da in locazione a coop e altre im­prese. Come di recente quello sul raccordo anulare di Roma, a Guidonia, ove c'è un dinami­co sindaco di centro sinistra, industriale del travertino.

Fra le attività di Unipol Merchant c'è anche un'operazione per Beta Immobiliare «nella trat­tativa con il ceto bancario per la ristrutturazione/estinzione debito». La frase del depliant si riferisce al ripiano di perdi­te di un miliardo di euro del partito Ds.

Il ciclo, come si ve­de, va dall'energia solare ai centri commerciali, al partito progressista.


Da Libero del 21 gennaio 2006