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Inserito il 3-11-2005  
“L’ora di Austerlitz.1980: la svolta che mutò l’Italia”
Lelio Lagorio


Presentato in anteprima a Firenze il libro scritto da Lelio Lagorio per le Edizioni Polistampa

Ad un ristretto numero di esperti politici , militari e della stampa è stato presentato lunedì 31 ottobre a Firenze al Circolo Unificato dell’Esercito il nuovo libro di Lelio Lagorio sulla sua esperienza di Ministro della Difesa. La presentazione ufficiale sarà a Roma per iniziativa del CASD ai primi di dicembre.

Puntuali e giustamente provocatori sono stati i relatori dell’incontro:
il Sen. Francesco Bosi, Sottosegretario di Stato per la Difesa, il Gen. C.A. Fabio Mini Isp. dell’Esercito, il Prof Sandro Rogari Preside della facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Firenze e l’Ass. Eugenio Giani del Comune di Firenze che è stato organizzatore insieme al Comando Regionale Militare “Toscana” del riuscitissimo incontro.

Un pubblico altamente qualificato, fra gli altri Massimo Lucchesi, Nicola Cariglia, Ivo Butini, i prof.ri Di Nolfo, Lotti, Mammarella, Labanca, Gori, Gen.li Giglio, De Filippi, Delle Femmine ha seguito con grande attenzione gli interventi che sono stati aperti da Eugenio Giani.

L’assessore rivolgendosi all’Autore, come un maestro politico, ha espresso la convinzione dell’importanza di questo volume non solo di memorie personali ma “un segno importante nella rilettura della storia d’Italia”e del rinnovamento del paese dovuto all’azione del partito socialista negli anni 80.

Nel suo lungo e calibrato intervento il Sen. Bosi, dopo aver iniziato ricordando l’appartenenza come lo stesso Lagorio, ad una famiglia di militari e senza dimenticare anche antichi conflitti per diversa fede politica, si è concentrato sull’importanza delle FFAA nella vita del paese e sulla necessaria politica di investimento e spesa che il governo deve fare nel settore per mantenere il raggiunto apprezzamento internazionale per il valore e le capacità delle nostre forze armate.

Nel dire questo ha sottolineato il pregio dell’opera di Lagorio che ricorda il non facile avvio di una politica innovativa che avrebbe portato all’attuale risultato, dopo gli anni di grigio oblio del lungo dopoguerra e che la lettura dell’esperienza di Lagorio al ministero della Difesa, è nel giusto indirizzo di crescita di questa consapevolezza.

La parola del Gen.Fabio Mini è stata la più sanguigna, fra tutte, frutto di una lettura attentissima anche ai minimi particolari.

Iniziando ha voluto subito ricordare che il primo ministro socialista, che al mondo militare di allora pareva “strano", è stato un ministro con gli attributi. Sottolinea le grandi intuizioni politiche di Lagorio in primis il suggerimento a Craxi, preso dalla formazione del governo che vedeva l’ingresso massiccio dei socialisti, dell’opportunità di preferire la difesa agli esteri proprio perché allora (1980) il tema della sicurezza diventava centrale nelle politiche internazionali come si è poi ben visto in seguito.

Intuizione premiata con l’incarico che avrebbe portato Lagorio a varare operazioni di respiro internazionale come l’ottimo intervento in Libano rimasto ancora unico a guida italiana, senza tralasciare Mar Rosso, Malta etc.

Sottolinea altresì l’ottima vena ritrattistica dell’autore nel disegnare alcuni personaggi, paragonandone la capacità alla stessa del Granduca Leopoldo, famoso per questi cammei !

Chiude con Un bel libro sullo spaccato degli anni 80 ,visto da un grande uomo.
Il conclusivo intervento del preside Rogari, loda da storico la ricca documentazione di cui è correlato il “rapporto Lagorio”come definito da Bettizza che ne ha curato l’introduzione.

La relazione si basa su due contesti storici, in cui si inserisce l’azione del ministro Lagorio, internazionale e interno.

L’Internazionale vede la chiusura del fronte Vietnam da parte USA e l’apertura di quello afgano da parte sovietica aprendo la seconda fase della guerra fredda.

Interno con il polarismo politico DC/PCI in cui si inserisce il riformismo socialista di cui Lagorio è uno dei protagonisti introducendo la convergenza politica fra difesa ed esteri (Mediterraneo, Mar Rosso, Medio Oriente) e ne rimarca oltre la capacità anche la fortuna di avere una serie di presidenti del consiglio comprensivi e soprattutto il presidente della repubblica Pertini.

Rogari conclude con 3 punti di dissenso :

Dissenso sulla P2, meglio la severità di Pertini della giustizia di Lagorio.
Dissenso sull’ottimismo dell’autore che ritiene le infiltrazioni del PCI nelle FFAA, ininfluenti.
Dissensosulla doppia lealtà dei servizi segreti, tutti i servizi sono soggetti a questa tipologia serve una consapevolezza politica di come servirsene.

La parola dell’Autore è brillante come sempre e dopo i ringraziamenti di rito, puntualizza alcuni aspetti del suo storico rapporto di Ministro della Difesa:
Assumendo l’incarico alla difesa si è trovato di fronte all’incredibile capacità di statista di Pertini e alla richiesta dei militari di allora di poter servire meglio il loro paese.
Ritiene eccessiva la sua presenza nella documentazione fotografica ma è dovuta all’impossibilità di ritrovare quella d’archivio ministeriale che è stata totalmente e incredibilmente distrutta, denuncia che coglie di sorpresa lo stesso sottosegretario Bosi.

Ed infine la parola sul titolo “L’ora di Austerlitz” che parafrasando la luminosa vittoria dell’imperatore francese, vuole indicare un tempo vittorioso della nostra politica e del nostro paese che inizia da allora la sua ascesa nel prestigio internazionale.

Oggi stante l’ostracismo dominante sulla I Repubblica, sembra si voglia dimenticare ciò che di positivo vi è stato, con il mio “rapporto” ritengo doveroso rompere questo poco salutare silenzio. "L’ora di Austerlitz” è un libro scritto perché sia sprone per le lotte del presente.

L’ora di Austerlitz.1980:la svolta che mutò l’Italia - 408 p.costo 18 euro, si trova già in libreria.


Ufficio Stampa