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Inserito il 11-9-2005  
La bugia sul tifone USA
di Glauco Maggi


Morti reali: 379 - Morti politici: 25.000. Il bilancio provvisorio nel sud degli Stati Uniti è di 379 salme: 154 in Lousiana e 211 nel Mississippi. Dalle operazioni di recupero emerge una situazione molto migliore del previsto.

Nella enorme tragedia dell'uraga­no, una buona notizia per le per­sone normali che è una brutta no­tizia per gli sciacalli: i morti sono sempre troppi, ma si contano a centinaia e non a decine di migliaia. Il bilancio a due settimane dal passaggio di Katrina è di 379 vittime recuperate e accertate nei 5 Stati interessati.

In quattro di essi, il conteggio è pratica­mente definitivo: 211 sono i morti in Mississippi; 11 in Florida, colpita qualche giorno prima della zona del golfo; 2 in Alabama e 1 in Georgia. In Louisiana, che è stata con New Orleans l'epicentro del dramma umano, il computo è finora arri­vato a 154 corpi, e le proiezioni sulla cifra finale sono ottimistiche.

Anzi, molto ottimistiche se si parte dal tetto dei 25mila sacchi di plastica nera che sono stati man­dati in zona dalla contesta­ta agenzia di soccorsi Fema, sulla base delle nere previsioni di chi pregusta­va il massacro di Bush co­me risultato della "cata­strofe".

Ora che l'acqua sta scen­dendo e le squadre di mili­tari e agenti stanno rastrel­lando via per via, casa per casa, scantinato per scan­tinato, la sorpresa è che si trovano pochi cadaveri. Il sindaco Democratico nero Ray Nagin, nel suo dissen­nato discorso radiofonico delle ore cruciali dell'alla­gamento, aveva predetto 10rnila vittime e attaccato violentemente Bush ad­dossandogli la responsabi­lità dei ritardi "fatali" nelle operazioni di soccorso.

Fu il suggello, dal fronte della città allagata e pro­strata, di un leaderino lo­cale disperato per gli errori logistici che erano respon­sabilità tutta sua, ad una campagna internazionale che era già stata lanciata dai nemici di Bush sotto tutte le latitudini: dai ros­so-verdi tedeschi che tira­rono subito in ballo il no degli Stati Uniti al protocollo di Kyoto (tralascian­do che fu un voto quasi unanime del Congresso Usa nel 1995, sotto Clinton, a votare contro) al di­rigente egiziano della ter­roristica Fratellanza Isla­mica, che ha accusato sen­za senso del ridicolo la Ga­sa Bianca di aver trasfor­mato, nell'occasione di Katrina, l'America (sic) "in un Paese del Terzo Mon­do". Lui, dall'Egitto !

L'attacco del sindaco a Bush e la sua sparata sui 10mila cadaveri avevano l'evidente scopo di un'au­todifesa: trasformando New Orleans in un cimite­ro da 10mila tombe Nagin si garantiva il risultato di far cadere più in alto, sul governo centrale, la colpa di tutto.

L'establishment Demo­cratico e dei media non aveva certo aspettato il "via libera" di Nagin per crocifiggere Bush, ma le proporzioni bibliche della "punizione" sono state su­bito aggiunte all'agenda e cavalcate senza ritegno.

Nei momenti più dramma­tici, quando l'opinione pubblica è sopraffatta dal dolore e shoccata da ciò che sta capitando a tanti concittadini innocenti, era difficile per i politici Democratici, che per me­stiere accusano Bush di ogni malefatta, resistere al gioco sciacallesco di sfruttare le lacrime della nazio­ne per proporsi come nuo­va leadership.

Non hanno resistito, in­fatti, e per giorni hanno sbandierato la grandiosità del disatro per chiedere, o imporre, soluzioni altret­tanto grandiose. Per cominciare, la rimozione dei dirigenti della Fema, che obiettivamente si sono ri­velati l'anello debole tra l'amministrazione e il fronte.

Ma, a seguire, e speran­do di dare il colpo di grazia a Bush, è venuta la pretesa per una Commissione d'inchiesta nello stile di quella sull'll Settembre. "Bipartisan" come la inten­dono i Democratici, ossia rivolta solo a puntare il di­to contro Washington e a screditare il presidente.

L'anno scorso, la Gommissione decantata riuscì a non inserire il "dettaglio" secondo cui i servizi segre­ti dell'esercito avevano scovato Atta e altri 3 dirot-tatori negli Usa già nel 2000, quando c'era Glin-ton, ma la Già non fu nep­pure avvisata perché ciò avrebbe leso i "diritti uma­ni" dei futuri assassini.

La prossima Commis­sione chissà che cosa po­trà nascondere: magari persino il fatto che centi­naia di bus comunali, roba di Nagin, addetti di solito al trasporto degli studenti, sono restati impantanati nei parcheggi invece di es­sere usati per sloggiare vecchi e senzacasa nelle 24 ore di sgombero forzato e mai eseguito.

L'unica mi­sura sensata, allontanare più gente possibile da una città sotto il livello del ma­re nell'imminenza di un uragano, fu ordinata dalle autorità locali solo dopo che lo chiese con insisten­za Bush stesso al governa­tore Democratico Kathleen Bianco, altro "cam­pione" locale dell'emer­genza che l'ha finora scampata solo perché, es­sendo una sciagura da 10mila vittime, la colpa non poteva essere che del presidente.

Adesso si scopre la veri­tà, che è sempre nera ma è destinata a riportare lo storico tifone a dimensioni più accettabili. D'altra par­te, l'uragano non è un ter­remoto che coglie la gente all'improvviso. Con tutta la retorica e la vergognosa calunnia sul razzismo con­tro i poveri e neri, vittime del "cinismo Repubblica­no", la fetta di gente che per scelta o per impossibi­lità fisica a mettersi al ri­paro è finita incastrata in case allagate o è stata tra­volta dal vento sta ritor­nando a livelli statistica­mente realistici.

Non si asciugheranno le lacrime delle persone di buona volontà, per il fatto che la conta scenderà dalle terribili cinque cifre alle tre cifre (500? 700? 900? chissà quale sarà il male­detto verdetto della Loui-siana). E non smetteranno di donare, di ospitare e di aiutare gli americani brava gente, come le migliaia (queste sì, migliaia) di chiese e congregazioni "fondamentaliste" che non hanno atteso sindaci e go­vernatori per arruolarsi sul campo dei soccorsi.

La gente, che in un son­daggio aveva già dato la colpa a Bush in una per­centuale bassissima, il 13%, sta già guardando avanti. E dimenticherà gli sciacalli che hanno spara­to la cifra e cavalcato i 10mila cadaveri. Li cono­scono bene, non si fanno impressionare.


Da Libero dell'11 settembre 2005