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Inserito il 25-2-2006  
Tra calabraghe e traditori
di Gianandrea Gaiani


Le conseguenze italiane dell'ennesima crisi tra Occidente e Islam determinata dalla pubblicazione di vignette satiriche sulla stampa danese e norvegese hanno ancora una volta evidenziato che se l'Europa è debole nel confronto politico e culturale con il Medioevo islamico, l'Italia pare addirittura   pronta alla resa.

Al di là delle polemiche di politica interna, che a poco più di un mese dalle elezioni influenzano le reazioni di tutti i leaders, quello che emerge da entrambi gli schieramenti è a dir poco sconcertante.

Il governo di centro-destra costringe a dimettersi il ministro Calderoli che non si è mai distinto per i suoi modi raffinati e diplomatici ma che di fatto ha compiuto un gesto forse grossolano, ma di solidarietà con la Danimarca.

Un gesto, quello di mostrare le vignette su Maometto, che forse avremmo dovuto  compiere tutti in Europa, dalle testate giornalistiche ai governi, dai movimenti d'opinione ai partiti politici.

Ci siamo dimenticati che la libertà, anche quella di stampa e di satira, ce le siamo conquistate con milioni di morti. Da noi, nell'Occidente civile, si fa da sempre satira anche sulle religioni, soprattutto quella cristiana e si può addirittura dare del mafioso al Presidente del Consiglio!

Si chiama Libertà, o ce ne siamo dimenticati ?

Danimarca e Norvegia sono nostri alleati della NATO e partners della UE ma di fronte alle aggressioni organizzate e pianificate con cura abbiamo invitato alla calma, alla moderazione, al dialogo, senza esprimere alcun segnale forte di solidarietà e piena identità con Oslo e Copenhagen.

Non si tratta solo di vignette satiriche, che sono state un pretesto per una prova generale che gli estremisti islamici hanno organizzato per vedere la reazione dell'Europa.

Si tratta di tirare fuori gli attribuiti e farsi valere con quel mondo islamico che chiede spazi senza concederne, che pretende rispetto e rappresenta oggi per la gran parte il più ampio esempio di arretratezza, inciviltà, barbarie e disprezzo dei più elementari diritti umani.

Gli estremisti islamici hanno avuto ampie soddisfazioni nel vederci divisi, impauriti, preoccupati più dal rischio di manifestazioni violente nelle nostre piazze o di non perdere contratti commerciali piuttosto che di difendere i nostri valori che poi, guarda caso, sono gli stessi garantiti dall'ONU!

Quello che noi definiamo tolleranza, disponibilità o volontà di pace nel mondo islamico viene letto come paura, incertezza e debolezza.

Lo sanno anche gli israeliani che certo non sono mai stati delle mammolette. Eppure quando nel 2000, con il governo laburista di Ehud Barak, si ritirarono dal Libano del Sud ottennero solo il rafforzamento di Hezbollah che spacciò il ritiro israeliano per una sua vittoria militare.

Oggi, all'abbandono di Gaza voluto dal governo conservatore di Ariel Sharon ha risposto la vittoria elettorale di Hamas che ha spacciato il ritiro come una sua vittoria militare sullo stato ebraico.

La calata di brache del governo Berlusconi, che silura un suo ministro già peraltro in scadenza come tutto l'esecutivo, potrà forse aiutare a conquistare i voti dell'elettorato moderato (ma siamo proprio certi che i moderati ci vogliono proni davanti a mullah e barbe lunghe ?)  ma sicuramente e i nostri nemici islamici lo hanno valutato come un segnale di debolezza al pari della visita del ministro Gianfranco Fini in moschea a Roma a chiedere scusa perchè l'esercizio delle nostre libertà ha offeso i musulmani !

E se domani si sentissero offesi dalla presenza di insegnanti di sesso femminile nelle scuole pubbliche frequentate anche dai loro figli? O dai topless sulle spiagge ? O dal nostro "vizio" di raderci tutti i giorni ?

Al colmo del ridicolo il governo ha persino dato credito anche a quel furbacchione di Muammar Gheddafi che spaccia i disordini scatenati dagli estremisti islamici contro il suo regime come manifestazioni anti italiane .....come se a Bengasi tutti conoscessero Calderoli !!

Invece di cercare un dialogo dovremmo preoccuparci di mostrare forza, determinazione e deterrenza poiché la nostra debolezza ci servirà solo a favorire altri attacchi, non solo culturali.

L'Italia si avvia al voto in uno scenario che ricorda quello spagnolo di due anni or sono con in più l'aggravante che ora siamo consapevoli di essere un bersaglio terroristico.

A un centrodestra calabrache si contrappone un centrosinistra ambiguo che ha varato addirittura una "crociata" in difesa della satira in TV oscurata da quel dittatore di Berlusconi ma non riesce ad esprimersi con la stessa incisività contro la censura ben più grave dei barbari islamici che minacciano e a volte colpiscono giornalisti, intellettuali, vignettisti, registi sgraditi ai seguaci di Allah.

Quella Sinistra protagonista in Italia di battaglie per i diritti dei lavoratori, delle donne, per il divorzio, l'aborto e addirittura  il riconoscimento delle coppie gay ma che non riesce a organizzare neppure una manifestazione davanti alle moschee e alle ambasciate dei paesi islamici dove sono state bruciate rappresentanze diplomatiche italiane ed europee per ribadire che i nostri diritti non si toccano e che non ci faremo intimidire dalle fatwe emesse con l'obiettivo di impaurirci, scoraggiarci e indurci a rinunciare ai nostri diritti. 

Una sinistra che a dire il vero in piazza ci è andata in questi giorni, ma per manifestare a favore dei palestinesi (e quindi oggi soprattutto di Hamas che governo l'ANP) e della "resistenza" irachena, per  bruciare bandiere israeliane e americane e inneggiare all'attentato di Nassiryah che ha ucciso 19 militari italiani ma anche numerosi bambini iracheni.

Da progressisti a traditori della Patria il salto è lungo ma del resto tra loro vi sono coloro che in tempi non lontani prendevano soldi da Mosca per essere pronti a fiancheggiare l'Armata Rossa che doveva venirci a "liberare" dal capitalismo.

Oggi la degenerazione del terzomondismo e dell'antiamericanismo  ha portato parte della sinistra a identificarsi con i nostri nemici così bravi da riuscire a colpire gli odiati amerikani come neanche l'URSS è mai riuscito a fare.

Certo tutti i leaders dellUnione si sono affrettati a condannare quei manifestanti poiché anche a sinistra si cercano i voti dei moderati per vincere il 9 aprile ma basta parlare con la "base" di tutti i partiti "progressisti" e ricordare le affermazioni di sostegno alla guerriglia irachena espresse da molti deputati fino a pochi mesi or sono per comprendere da che parte stanno. Accecati dall'odio ideologico, non si rendono conto che per i nostri nemici islamici noi non siamo molto diversi dagli anglo-americani.....solo più deboli e calabrache !!!


 


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