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Inserito il 13-3-2006  
Dai no global all'Annunziata: un weekend di guerra
di Anna Bono


Il fine settimana appena trascorso è stato caratterizzato da due avvenimenti clamorosi. Sabato, a Milano, il popolo no global si è dato appuntamento e, guidato dagli esponenti dei centri sociali locali, ha scatenato un ennesimo attacco di cosiddetta «guerriglia urbana», incendiando e distruggendo negozi, automobili e un McDonald, come sempre affollato di bambini e adolescenti. L'occasione è stata lo svolgimento di una manifestazione autorizzata della Fiamma Tricolore, già programmata per il 10 febbraio scorso, ma rinviata perché non coincidesse con il Giorno del Ricordo.

Poi, domenica mattina, il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha concesso un'intervista alla giornalista Lucia Annunziata che conduce il programma televisivo di Rai Tre intitolato In mezz'ora, in onda ogni domenica alle 14.30. Ma a metà della registrazione, non riuscendo a rispondere alle domande poste dalla giornalista che continuava ad interromperlo, il Presidente ha deciso di sospendere l'intervista e di andarsene, non prima di aver tentato più volte di convincere Lucia Annunziata a lasciarlo parlare.

Di rilevante nelle due vicende è stato tra l'altro, ed è opportuno sottolinearlo, il tentativo di invertire causa ed effetto, contro ogni ragione, per attribuire la responsabilità dell'accaduto alle vittime della violenza e non agli autori: un espediente che negli ambienti no global viene usato continuamente.

Secondo loro, a Milano la causa della collera è stata l'«oltraggio fascista» di voler sfilare per strada e l'intervento ostile delle forze dell'ordine, dopo di che sono stati ovviamente presi di mira i simboli e gli strumenti del potere occidentale: i negozi, che istigano al consumismo e dove si spendono in acquisti superflui capitali che dovrebbero essere usati per salvare il mondo dalla fame, e l'odiato McDonald, il tempio dell'impero americano che - nell'interpretazione no global del mondo - contribuisce a distruggere la biodiversità e le culture tradizionali sostituendo, con il big mac e la coca cola, ricette di millenaria saggezza.

Quanto all'intervista a Silvio Berlusconi, chiunque ne abbia visto la registrazione sa che la giornalista non ha mai smesso di interrompere il Presidente del Consiglio e di parlare mentre lui cercava di rispondere alle domande. Eppure i leader dell'Unione, non solo le minoranze no global, hanno cercato di far passare Annunziata per vittima impotente della prepotenza altrui, insultata nella sua professionalità: l'intervista - dicono - è andata male per colpa del Presidente del Consiglio che, per giunta, ha rimproverato la giornalista mortificata e giustamente offesa.

Come si diceva, incolpare senza ragione le vittime assolvendo i colpevoli - contro l'evidenza e addirittura invertendo platealmente il rapporto causa/effetto - è un espediente usato senza ritegno, oltre che impietosamente.

Così l'11 settembre 2001 è spiegato come frutto meritato dell'arroganza occidentale che alla fine ha fatto esplodere la rabbia dei disperati; l'intifada palestinese è colpa della passeggiata del primo ministro israeliano Ariel Sharon sul piazzale delle moschee; il terrorismo iracheno e, naturalmente, anche quello afghano sono la risposta all'occupazione militare occidentale; le guerre nel terzo mondo sono colpa di chi produce e vende le armi; il debito estero dei Paesi in via di sviluppo è la causa della loro povertà (e non viceversa).

Si potrebbe continuare, ma è superfluo: il punto è sempre e soltanto distruggere l'Occidente e chi lo difende, fino al delirio.


Dal sito www.ragionpolitica.it