Il falco è il nostro simbolo in quanto sintesi del nostro sentire
Home page Chi siamo gli Amici Contattaci
 
User
Password
» Iscriviti
» Ricorda Password
 
Dossier
Ambiente e Scienza
Amici di penna
Attualità
Biblioteca
Economia e Finanza
Europa
Fuoco amico
Giustizia
Guzzanti's Corner
La Chiesa e l'Islam
La mia Africa
Le spine di Opunzia
Nel Mondo
Scuola e Università
Società e cultura
Terza Pagina
Società e cultura
Commenta l'articolo
Inserito il 30-4-2006  
"Coglioni" per non dire ‘stupidi’
Anna Bono


L’abbiamo letto tutti e lo abbiamo regalato agli amici, si intitola ‘Le leggi fondamentali della stupidità umana’: siamo andati a ripescarlo in biblioteca in questo giorno di attesa, mentre l’Italia sceglie nelle cabine elettorali da quale parte stare del limes che divide l’Occidente dal resto del mondo.

Ne è autore il compianto Carlo M. Cipolla, uno dei nostri massimi economisti, che difatti ha sempre insegnato negli Stati Uniti. È un delizioso, raffinato esercizio d’intelligenza, un ‘saggio’ ironico e scherzoso contenuto in un libro edito da Il Mulino, "Allegro ma non troppo", che comprende anche un ‘saggio’ su "Pepe, vino (e lana) come elementi determinanti dello sviluppo economico nell’età di mezzo".

Le ‘leggi fondamentali della stupidità umana’ individuate, illustrate e commentate da Cipolla sono cinque. A tornarci in mente è stata soprattutto la terza, quella aurea, così enunciata: "una persona stupida è una persona che causa un danno ad un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita".

È proprio quel che intendeva dire il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, quando ha dato benevolmente dei "coglioni" agli italiani che avessero votato a sinistra contro il loro interesse.

Secondo la legge aurea della stupidità, tutti gli esseri umani rientrano necessariamente in una di quattro categorie fondamentali: gli sprovveduti, gli intelligenti, i banditi e gli stupidi.

Sprovveduto è chi intraprende un’azione da cui ricava una perdita mentre procura un vantaggio a qualcun altro; intelligente è chi compie un’azione che avvantaggia sia lui che le altre persone coinvolte; chi invece nell’agire trae vantaggio causando perdite ad altri è un bandito; la quarta categoria, già definita, è quella degli stupidi.

Visto come hanno votato gli italiani, vale la pena di ricordare anche le altre quattro leggi fondamentali della stupidità umana ‘scoperte’ da Carlo M. Cipolla.

La quarta afferma: "le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. In particolare i non stupidi dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, e in qualunque circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore".

Indubbiamente Casa della Libertà e Unione dovranno valutare l’esito del voto alla luce di questa legge.

La quinta legge spiega che "la persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista" e ha un corollario: "lo stupido è più pericoloso del bandito". Il ragionamento di Cipolla è che il bandito trasferisce benessere e ricchezza dagli altri a se stesso senza incrementarla, il che costituisce già un danno, ma lo stupido, peggio ancora, impoverisce la società intera causando perdite per tutti.

Poi ci sono le prime due leggi.

La seconda dice: "la probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona", vale a dire che, ad esempio, la stessa frequenza di stupidi si riscontra tra i bidelli di un’università, tra gli studenti e tra i docenti e persino tra i Premi Nobel. Secondo Cipolla è una legge ferrea e perciò si applica anche ai partiti politici.

Infine la prima legge asserisce: "sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione".

Quindi qualsiasi stima numerica è sempre una sottostima il che avrebbe dovuto prepararci all’esito elettorale e adesso ci preoccupa assai.