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Inserito il 22-6-2006  
Assemblea del polo laico, liberale, socialista a Firenze
Laura Lodigiani


Sala piena all’Hotel Adriatico dove si è tenuto l’incontro fra coloro che non riescono a riconoscersi nel bipolarismo italiano, un bipolarismo peraltro anomalo e costituito da agglomerati di partiti intorno a due catalizzatori: Forza Italia a destra e i DiEsse a sinistra ma ambedue poi sottoscacco delle formazioni più piccole che ben utilizzano il loro potere di pressione.

Questa politica preponderante oggi nel sistema Italia trova dissenzienti molti elettori reduci da alcuni partiti storicamente laici.

Liberali, socialdemocratici, socialisti, repubblicani si sono riuniti a Firenze, venuti dal nord e sud d’Italia,per proporsi una alternativa più conforme alle proprie esigenze e soprattutto per non disperdere quei valori che ne hanno fatto la storia.

Nicola Cariglia ,direttore della sede RAI di Firenze, è fra i promotori dell’iniziativa ed ha aperto l’incontro dichiarando che non si vuole formare un ennesimo partito ma si punta alla creazione di un movimento che sia stimolo e pungolo sui valori cari a tutta l’area per arrivare ad espletare sul governo di turno pressioni atte al loro sostegno.

Hanno contribuito agli indirizzi dell’incontro : Lelio Lagorio,Arturo Diaconale, Marco Taradash e Antonio Cariglia.

Lelio Lagorio, ministro negli anni ottanta oggi socialista senza tessera e storico di rilievo, suo l’ottimo libro sull’irrinunciabile ruolo delle FFAA nella politica estera di una nazione “L’ora di Austerlitz”, ha ancora una volta segnalato l’odierna anomalia della nostra democrazia priva di una grande forza socialista.

Manca una forza politica organizzata che rappresenti una forza laica, manca un partito di cultura repubblicana, e si augura che fra i due odierni leviatani che rappresentano due Italie ostili e coriacee possa arrivare un nuovo Garibaldi! Ci guardiamo intorno ma per ora l’orizzonte sembra deserto!

Un intervento, quello di Lagorio certo non in sintonia con Diaconale e Taradash più volti al futuro prossimo e ad uno sviluppo del paese presente, senza nostalgie del passato.

Ambedue sottolineano l’importanza di confermare la riforma costituzionale del governo Berlusconi con un secco SI perché non si fermi la riforma democratica del paese come avverrebbe se vincesse il No.

Il No propugnato da Scalfaro e Ciampi e dalla coalizione di governo in cui si trova anche un partito anomalo perché non votato ma potente e pronto a sfiduciare il governo:Il Corriere della Sera.

Come indica Diaconale, il paese è spaccato in due da una parte “il paese formale” retto da gerontocrazie e dall’altra "il paese reale" quello più giovane che lavora e produce e che può continuare a farlo, sfidando la globalizzazione, solo attraverso la riforma della politica e il Si al referendum è il primo passo.

In una spietata analisi del presente politico ritiene che per aggregare l’area in odierna discussione, attestata sul 20/25%, non si può mettere insieme antiche sigle ma l’unica strada è costruire una rete che si ponga il problema della diffusione delle idee laiche liberali e socialiste con un filo che tenga uniti pur garantendo l’autonomia di ciascuno, autonomia che fino ad ora ha impedito all’area di aggregarsi seriamente.

Un processo lento che va tentato ricordando che con i cocci del passato non si costruisce più nulla.

Taradash rimarca che la direzione di marcia del paese è ormai quella bipolare e a questa è bene assestarsi scegliendo, pur rivendicando indipendenza, da che parte stare e le battaglie da fare per difendere i valori in cui ci si riconosce: SI al referendum e difesa delle buone leggi fatte dal governo Berlusconi.

Antonio Cariglia per anni segretario dello scomparso Partito Socialdemocratico ricorda che il Presidente Saragat, uno dei padri della Costituzione vigente, rammentava spesso che andava riformata perché fatta “contro qualcuno”.Non perdiamo l’occasione di fare vincere il SI!

I lavori si sono conclusi con la formazione di un comitato federale atto a sollecitare prossimi incontri su tutto il territorio italiano per sviluppare idee e propositi emersi nella giornata fiorentina.