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Inserito il 29-6-2006  
La sovranità del Parlamento è in pericolo
Piero La Porta


Che cosa è avvenuto ieri 28 giugno nel Parlamento della Repubblica Italiana.

La minoranza al Senato ha posto la cosiddetta pregiudiziale di costituzionalità, sulla "Conversione in legge del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, recante disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri" per la quale il Governo aveva posto la questione di fiducia. 

Che cosa vuol dire?
 
Il voto di fiducia la cui legittimità nessuno della maggioranza ha posto in discussione si svolge in modo palese e senatore per senatore, ciascuno esprime il suo voto. In questo modo il provvedimento è blindato perché è difficile che un parlamentare voti palesemente contro il mandato del proprio partito.

Il senatore Malan ha posto la questione pregiudiziale. Il presidente Marini non l'ha concessa.

Il senatore Schifani ha quindi chiesto di intervenire sull'«ordine dei lavori».  Anche questo intervenire sull'«ordine dei lavori» - è un diritto inalienabile per ciascun senatore. Il presidente Marini ha negato anche questo.

Quando la maggioranza pone il voto di fiducia, la minoranza ha il diritto di porre la pregiudiziale di costituzionalità, cioè un voto segreto che, in pratica, certifica che la maggioranza ha i voti per sostenere la sua posizione. Questo è un diritto della minoranza e, quindi, è una garanzia di democrazia e di buona salute del Parlamento.

Il senatore Malan che chiedeva il rispetto delle regole nella sua qualità di segretario di aula - ha lanciato il testo del regolamento del senato in direzione del tavolo del presidente senza alcuna possibilità di colpirlo, considerata la distanza, e anzi mancando del tutto il bersaglio.
 
Questo gesto di legittima protesta è stato strumentalizzato da Marini per decretare l'espulsione del senatore Malan dall'aula del Senato. Tutti i senatori della minoranza sono insorti come un solo uomo.  Il senatore Guzzanti ha apostrofato Marini:"Vergogna, golpista!". 

Molti senatori della maggioranza erano visibilmente imbarazzati per la condotta illegale di Marini, mentre egli fuggiva dall'aula del Senato.  Il Senatore Malan è rimasto al suo posto.

Il 28 giugno 2006 Marini ha commesso due gravissimi abusi:
- Ha violato il diritto della minoranza alla pregiudiziale di costituzionalità
- Ha violato il diritto del senatore Schifani di  intervenire sull' «ordine dei lavori»

Marini, messo in fuga dallo sdegno dei senatori di minoranza, non ha osato rientrare in aula. Dopo nove ore un suo vice ha chiuso la seduta, assicurando che il regolamento, nell'Assemblea del 4 luglio, sarà rispettato. Solo a quel punto il senatore Malan è andato via insieme a tutto il gruppo di Forza Italia.

Il senatore Marini è ancora degno di presiedere il Senato da lui offeso?

LA SOVRANITÀ  DEL  PARLAMENTO  È IN PERICOLO