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Inserito il 6-9-2006  
Una società pericolosamente diseducativa
Sandra Giovanna Giacomazzi


"Se da ragazzo tiri le molotov, un giorno occuperai una poltrona di prestigio"

Fra una settimana rientrerò in aula per insegnare diritto ed economia nel liceo classico europeo dove insegno ormai da cinque anni. Il rientro quest’anno sarà particolarmente pesante. Non insegno la mia materia in modo asettico. Cerco di istallare nei miei studenti un po’ di amore e un minimo di rispetto per le istituzioni anche se non in modo acritico.

Mi peserà perché tutti i valori che cerco di trasmettere in quelle stanze scolastiche sono stati sconfitti nell’Italia all’esterno di quelle stanze. E non so come fare a competere con il successo di quel mondo esterno che straripa di antivalori.

Quel mondo che insegna loro che: se da ragazzo tiri le molotov contro le istituzioni, un giorno puoi anche aspirare ad occupare le poltrone più prestigiose di quei palazzi. Se predichi e usi violenza antiglobalistica per le vie e nelle piazze, puoi diventare parlamentare europeo e fare i tuoi danni nelle aule di Bruxelles e Strasburgo.

Se fai il disobbediente, se distruggi la proprietà privata e pubblica, se rubi nei supermercati e inciti altri a fare ugualmente, dopo aver ricevuto ospitalità nei migliori salotti televisivi, puoi sederti comodamente a Montecitorio.

Se sei stato uno dei capi di una banda armata che aveva come scopo la distruzione dello Stato, potrai, non solo essere eletto nel parlamento di quello Stato che non sei riuscito a distruggere, ma puoi anche farne da segretario.

Se hai passato decenni della tua vita a predicare e lottare contro ogni regola del mercato, incitando migliaia di persone a scendere in piazza contribuendo così ad un costo al Pil ed un danno inestimabile per il tuo Paese, puoi pretendere di diventare presidente di una delle due camere, della Camera dei Deputati o del Senato, o dell’una o dell’altra, così, a caso.

Se hai sprecato un pomeriggio a consultare gli spiriti per farti dire quello che sapevi già ma che non potevi dire in modo diretto e così crei tutta una messa in scena non per informare la polizia di dove si trovava il sequestrato, ma per avvertire i sequestratori che il loro nascondiglio non era più tanto nascosto; e se poi vendi i tesori di Stato ai tuoi amici a prezzi stracciati, puoi diventare presidente del consiglio.

Se hai celebrato l’arrivo dei carri armati sovietici in un Paese dell’Est, condannando quel popolo ad un sistema economico che lo avrebbe portato all’arretratezza per non parlare della privazione di ogni libertà e poi dopo 50 anni ammetti il tuo torto, neanche in modo diretto ma solo in modo trasversale dando ragione a chi allora non la pensava come te, puoi diventare Presidente della Repubblica.

Insomma, quando ogni tipo di giudizio immorale e comportamento deplorevole portano ad un premio, e non ad un premio qualsiasi, ma alle cariche più alte e prestigiose dello Stato, che cosa se ne fanno i miei studenti dell’insegnamento di tanti sani valori quando la realtà dei fatti insegna loro tutto il contrario.


L’Opinione delle Libertà del 05 settembre 2006