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Inserito il 16-9-2006  
Rovati, l'oscuro vip minore che lava i panni sporchi a Romano
Francesco Specchia


El petaso, anche il peto possiede, politicamente, una sua fierezza.

«...Angelone che nel casino Telecom si prende la colpa per Prodi mi ricorda quel nobile hidalgo spagnolo che, nell'imbarazzante silenzio seguito alla tonante scoreggia d'una nobildonna, in un pranzo ufficiale, cavalleresco, dichiarò 'el petaso de la señora es el mio', il peto della signora è il mio...».

Così, ieri, sia nelle redazioni dei giornali, sia tra la truppa governativa in missione a Canton, si commentava la gaffe del "piano segreto" e "artigianale (tutta roba mia) " che Angelo Rovati, consigliere economico di Palazzo Chigi aveva abbozzato per scorporare Telecom e piazzarla sotto l'ombrello dello Stato.

La generosità di Angelone è profonda, quasi romantica, e viene, per l'appunto, dal basso. E sfila su su, per quell'1,94 d'altezza che resero il canuto alter ego di Prodi, in gioventù, l'ala-pivot prediletta della Fortitudo Bologna negli anni 60 (scudetto pure con Oransoda e Cantù); un'altezza che oggi, da semplice factotum senza poltrona - rispetto ai colleghi ministri e deputati Giulio Santagata e Silvio Sircana - gli dona un'aerea ed inebriante visione d'insieme. Anche troppo inebriante, considerato il "Super pizzino" dello scandalo, consegnato a Tronchetti su carta intestata del governo.

L'altezza, si diceva. L'altezza, per Angelone, è essenziale. Perché se l'amicizia - come diceva Balzac - dura quando ciascuno dei due amici pensa di avere una lieve superiorità sull'altro, ecco spiegato il suo rapporto storico col premier.

Storico e quasi osmotico - dicono i maligni - «sin da quando Prodi assistente all'università di Andreatta promosse la prima moglie di Angelo, Vanna, che' non passava un esame; rapporto continuato coi figli dei due amici, tifosi di basket...».

Di Angelone Rovati, in queste ore sfrigolano anedottica e biografie. Eppure Rovati - come Maria Grazia Cucinotta, Raffaele La Capria, Piero Polena e altri - appartiene a quella curiosa categoria di personaggi dei quali hai la sensazione di conoscere dettagliatamente vita, amori, passioni, finanche l'abbagliante curriculum; ma di cui ti sfuggono, nel complesso, le opere. Sono i cosiddetti vip di secondo piano, i minori del 900, gente che ha goduto di una seconda giovinezza senza aver mai vissuto la prima.

Di Rovati, in effetti, si cita tutto. Papà ragioniere, mamma proprietaria di una pensioncina a Rimini; un passato d'amicizia con Raul Gardini e d'affari con Montezemolo e il presidente del Bologna Gazzoni Frascara; capacità tattile di raccoglier fondi per l'Ulivo in qualsiasi posizione; soprattutto, abnegazione da vecchio moroteo. Fin qui l'agiografia ufficiale.

Ci fosse, però, uno che ne tratteggi il lato allegramente oscuro.

Per esempio nessuno ricorda che Rovati ("II gigante cattivo", per gli avversari più accaniti) fu rinviato a giudizio nel '93 per una tangente ricevuta da Panzavolta; anche se, come un arabesco di fumo, qualsiasi traccia di condanna, patteggiamento o assoluzione pare sparita dagli archivi.

Per esempio, non v'è voce sull'insurrezione popolare che Angelone dovette subire da parte dei tifosi forlivesi di basket, alla notizia della sua possibile candidatura alla Politiche in quel collegio: «Ha svenduto la nostra squadra a un inetto, ha in pratica costruito la disaffezione della gente al basket...».

Per esempio, non c'è traccia del suo rapporto con Ricucci, o del suo siluramento - nel quale, pare, vi sia lo zampino del ministro Melandri e del sottosegretario Lolli - alla spinosa "gestione dello sport e dei diritti sportivi".

Per esempio, solo Emanuele Macaluso, sobrio comunista vecchio stampo, sulle colonne del "Riformista", ha osato criticare lo sfarzo - quasi da variopinto buffet mastelliano - del matrimonio di Angelone con Chiara Boni, stilista ed ex assessore in Toscana: officiante Veltroni, testimone Prodi invitati Bernabè Bazoli, Profumo, Gnudi, Bersani/Melandri/Caterina Caselli vocalist e al piano in stile Trio Lescano.

Per inciso - notizia dell'ultim'ora - proprio a causa dello pizzino del marito, Chiara Boni rischia di essere licenziata da "Ballando con le stelle", il programma di Raiuno condotto da Milly Carlucci e prodotto da Bibi Ballandi, che teme ripercussioni sull'immagine della sua creatura (un insolito "effetto Palombelli"). E anche qui c'è chi giura che l'uomo del petaso avrà il suo scatto d'orgoglio...


Libero del 16 settembre 2006