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Inserito il 24-10-2006  
Le strumentalizzazioni dell'Onu
Anna Bono


Per i prossimi due anni l'Italia occuperà finalmente uno dei seggi non permanenti al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite: un traguardo a lungo e invano perseguito e ora raggiunto con il consenso quasi unanime dell'Assemblea Generale, 186 voti su 189 votanti.

Sembrerebbe un successo da attribuire al precedente governo e in particolare all'impegno con cui l'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è dedicato a rafforzare la posizione dell'Italia nel mondo fin dall'inizio del suo mandato, quando ospitò a Genova il G8 nel 2001 all'indomani della propria vittoria elettorale.

Senonché, proprio in questi giorni, il governo Berlusconi è stato invece bocciato in pieno dall'Onu, almeno nella valutazione che ne ha dato il Relatore speciale Onu su razzismo, xenofobia e intolleranza, il senegalese Doudou Diene, in visita nel nostro Paese la scorsa settimana per verificare di persona come le istituzioni italiane gestiscono l'afflusso dei migranti extracomunitari: un'indagine realizzata mediante colloqui con i politici e gli amministratori responsabili e accertando lo stato dei centri di permanenza temporanea e degli altri organismi incaricati di accogliere e inserire i migranti nel tessuto sociale ed economico nazionale.

Diene ha formulato, a proposito dell'operato del governo Berlusconi in materia di immigrazione, un giudizio totalmente negativo che il contenuto della legge Bossi-Fini non giustifica affatto: al punto di far supporre che a suscitare il biasimo del Relatore speciale sia stato non tanto il testo della legge - che probabilmente non conosce nemmeno - ma piuttosto un pregiudizio o addirittura un atteggiamento ostile verso l'ex presidente del Consiglio e il suo governo. Tant'è.

La Bossi-Fini è stata testualmente definita da Diene, che nei prossimi giorni esporrà i propri giudizi al Consiglio dei diritti umani e all'Assemblea generale dell'Onu, una legge che «incita alla discriminazione e alla criminalizzazione» dell'immigrato e che ha avuto «conseguenze estremamente negative» perché «ispirata dalla filosofia dello scontro di civiltà» che vede l'immigrato come «una minaccia alla comunità nazionale».

La legge, sempre secondo Diene, ha assecondato l'affermarsi di forme di «discriminazione istituzionale» tuttora «subdolamente praticate» dalla pubblica amministrazione e di una «marginalizzazione socio-economica, culturale e religiosa» degli immigrati, spesso esposti anche a violazioni dei loro diritti dalle stesse forze dell'ordine e fatti oggetto di violenze verbali e a volte fisiche (www.vita.it, 14-10-2006).

Neanche a dirlo, l'alba di una nuova Italia è però sorta grazie all'avvento del governo Prodi e perciò, in fin dei conti, la relazione che Diene presenterà all'Onu sarà sostanzialmente positiva.

Ai giornalisti convenuti presso la sede della FAO a Roma, il Relatore speciale ha infatti dichiarato di aver percepito nell'esecutivo guidato da Romano Prodi la «volontà politica di un cambiamento rispetto a quanto successo finora» e la determinazione a rimediare alla «strumentalizzazione politica» del fenomeno migratorio attuata dai partiti della Casa delle Libertà nel periodo in cui hanno guidato il Paese.
 
L'Italia, secondo Diene, sembra ora in generale «più sensibile nel tutelare le minoranze etnico-religiose» e lo dimostra tra l'altro la proposta di ridurre i tempi necessari per ottenere la cittadinanza italiana contenuta nel disegno legge di Giuliano Amato che il rappresentante delle Nazioni Unite ha definito «una bella novità», meritevole di sostegno fermo e pieno in sede parlamentare.

Che le Nazioni Unite siano protagoniste della guerra all'Occidente e a chi ne difende i valori e le conquiste è diventato chiaro a tutti almeno dal 2001 , quando la Commissione Onu per i diritti umani ha organizzato la Conferenza mondiale delle Nazioni Unite contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e altre forme correlate di intolleranza rivelatasi in realtà un'occasione per attaccare appunto l'Occidente democratico e liberista e in particolare gli Stati Uniti e Israele.

Doudou Diene ne ha appena fornito l'ennesima conferma.


Dal sito www.ragionpolitica.it