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Inserito il 24-12-2006  
Speriamo che il partito delle Libertà non faccia la fine di Godot
Gennaro Malgieri


Che fine ha fatto il centrodestra? E'dal 2 dicembre che non abbiamo più notizie. Da quando, cioè, si concretizzò a Roma, in occasione della grande manifestazione di protesta contro il governo Prodi, l'inequivocabile volontà popolare nel chiedere maggiore coesione alle forze della Cdl.

Fu il dato politico più rilevante dell'iniziativa sul quale non mi sembra si sia riflettuto abbastanza, come attestano l'assenza di un adeguato dibattito tra gli stessi soggetti interessati e l'assoluta mancanza di programmazione nel definire tempi e modi dell'agognato partito unitario del centrodestra.

Ma allora, questo schieramento che cosa vuole diventare, dove intende andare? Posto che di "spallate" è bene non parlarne mai più perché oggettivamente irrealistiche, non sarebbe il caso di impiegare utilmente il tempo a disposizione nel qualificare l'opposizione in maniera propositiva,vale a dire articolando la presenza politica sul piano istituzionale, nella società civile e all'interno dello stesso centrodestra?

Insomma, una modesta proposta per prevenire sciagurati sfilacciamenti ed improduttive stasi nell'attesa che arrivi Godot.

Se Berlusconi ed i suoi alleati vogliono dare un senso non sterilmente gladiatorio all'azione che devono esercitare nei confronti detta maggioranza, e del governo non credo possano imboccare un 'altra strada se non quella di pensarsi come forza d'urto per il rinnovamento del Paese e, dunque, ragionare in termini di credibile alternativa non soltanto a Prodi, ma alla decadenza del Paese in una morsa che diventa quotidianamente sempre più insopportabile.

E' per questo è necessario che il centrodestra esca dal suo incapacitante stato di attesa e corrisponda ai desideri ed alle richieste del suo popolo dando vita a ciò che esso gli ha chiesto.

Finora, tanto per uscire dal vago, non abbiamo ascoltato una sola voce autorevole dalla Casa delle libertà sulla riforma della legge elettorale e sul referendum possibile ad essa connesso.

Registriamo una disattenzione preoccupante sullo stato dell 'informazione preda della sinistra che gioca la sua partita su molti tavoli alfine di tornare egemone sia nel settore pubblico radiotelevisivo che in quello privato della cartastampata.

Ci imbarazza la circostanza che nel momento più propizio, vale a dire il varo della legge Finanziaria, nulla di duraturo sia stato fatto per acquisire il consenso dei ceti produttivi e dinamici scontenti della manovra economica.

Lo stesso vale rivolgendoci alla grande discussione in corso sui temi etici, religiosi, culturali ed identitari che, al di là delle iniziative di singoli, di giornali, riviste e centri di studi, soltanto sporadicamente vengono affrontati e trattati dalle forze politiche del centrodestra le quali scontano un ritardo ingiustificato nel difendere principii e valori che pure sono particolarmente sentiti dalla cosiddetta ltalia profonda.

E'questo un piccolissimo catalogo di impegni sui quali l'opposizione (che non è minoranza nel Paese: è bene ricordarlo) dovrebbe concentrare la propria attenzione. Così come dovrebbe mettere in agenda fin dai primissimi giorni del nuovo anno il progetto federativo portandolo a compimento in tempi ragionevolmente brevi.

Non vorremmo che il "partito delle libertà "facesse la fine del partito democratico, una sorta di araba fenice che non spiccherà mai il volo. Insomma, gli inquilini della Casa delle libertà sono chiamati a mettere ordine nei loro appartamenti, a farvi entrare aria e luce fresche, ad ascoltare la loro gente.

Ogni ulteriore ritardo potrebbe compromettere l'operazione che se dovesse riuscire rappresenterebbe un contributo storico alla ridefinizione degli assetti politici italiani con ricadute positive sul malconcio bipolarismo.

Vogliamo credere che il 2007 possa essere l'anno del rinato centrodestra. Perderlo significherebbe abbandonare tutte le ambizioni fin qui coltivate e, si stia pur certi, che non basterebbero mille manifestazioni popolari a risollevare le sorti di uno schieramento politico fiaccato. E' una prospettiva che mette i brividi, ma la si può scongiurare.


Da Libero del 24 dicembre 2006